Il sindaco De Magistris contro i lavoratori Anm

Dura reazione del governatore De Luca: Se pensa di scaricare sugli altri responsabilità proprie se lo può togliere dalla testa”.

Il sindaco Luigi de Magistris attacca il diritto di sciopero, alimentando un assurda e pericolosa contrapposizione tra i cittadini partenopei e i lavoratori dell’Anm. “I napoletani sono vittime di uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico” – ha affermato il primo cittadino con un post pubblicato su Facebook nelle prime ore del mattino. “C’è chi si gioca partite meschine, contro la città. Se non si resta uniti è difficile vincere ed i primi che pagheranno, presto, saranno i lavoratori, con licenziamenti pesanti”.

Un duro attacco al diritto di sciopero. Un duro attacco ai lavoratori e alle lavoratrici vittime di una gestione fallimentare aziendale che ha prodotto sprechi, clientele, ingiustizie, disuguaglianze, servizio inefficienti e  un buco finanziario di oltre 42 milioni di euro e di disastrose scelte politiche e amministrative assunte dal governo cittadino di Palazzo San Giacomo.

Intanto sarebbe pronto un piano di ristrutturazione aziendale che prevede esuberi e tagli del personale. Un piano aziendale che probabilmente legittimerà l’ingresso dei privati.

Durissima la reazione del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Immediata la replica delle organizzazioni sindacali, degli esponenti politici della maggioranza e dell’opposizione, i portavoce dei movimenti.

Laconico il commento del  consigliere comunale della Sinistra Italiana, Pietro Rinaldi: “Ho trovato infelice e sbagliato lo sfogo del Sindaco in relazione allo sciopero dei lavoratori dell’Anm, chi governa non può attaccare chi esercita un diritto costituzionale. Punto, poco da aggiungere”.

Articolata la dichiarazione del capogruppo di Napoli in Comune a Sinistra, Mario Coppeto. “La demonizzazione dei lavoratori non aiuta a rilanciare l’azienda. Occorre senso di responsabilità lavorando per ricercare risorse e soluzioni utili al superamento di una delle crisi più drammatiche del trasporto pubblico. I cittadini pagano  conseguenze troppo alte. La mobilità pubblica è un atto democratico, assicurarla è un impegno che deve essere dell’amministrazione”.

Il portavoce del laboratorio Iskra, Eddy Sorge ha criticato pesantemente il primo cittadino con un post su Facebook. “Chiediamo immediatamente che il Sindaco rettifichi le dichiarazioni sullo sciopero dei lavoratori Anm.  Chi governa per noi non dovrebbe attaccare i lavoratori e lo sciopero di questi. La vicenda Anm conferma a Napoli la necessità di una vera opposizione di classe, matura e senza appiattire il dibattito a tifoserie, senza ulteriori illusioni, a questa amministrazione – ha sottolineato Sorge –  È l’unico modo tra l’altro per garantire anche quegli elementi che giustamente sono stati reputati non allineati alle altre città che hanno portato ad avere un rapporto di sfida e dialettico con l’amministrazione in una determinata fase”.

Un vero e proprio siluro contro la fascia tricolore  è arrivato da Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.

“Io so che l’Anm è un’ azienda di proprietà del Comune, il Comune è debitore per altri 80 milioni di euro nei confronti della sua azienda, che per il 2017 sono stati tagliati di altri 15 milioni le risorse destinate ad Anm, che la ricapitalizzazione dell’azienda non è stata fatta”- ha dichiarato il  presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a margine della conferenza stampa con il ministro per la Coesione territoriale del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, a Palazzo Santa Lucia, risponde ai giornalisti sulla questione Anm – Il quadro della situazione è estremamente preoccupante –  ha aggiunto  De Luca – auspico che il Comune presti l’ attenzione necessaria alla sua azienda. E se, a cominciare dal proprietario, non si pagano i servizi diventa complicato immaginare come l’ azienda possa andare avanti”.  “La Regione –  ha sottolineato il presidente – nell’ambito delle sue competenze è disponibile a seguire la vicenda, a dare una mano, ad aiutare. Noi abbiamo continuato a trasferire ad Anm 58 milioni di euro come ogni anno, nonostante il taglio nel fondo nazionale per i trasporti. Paghiamo a 3 mesi, stiamo facendo uno sforzo enorme per dare una mano ad Anm. Nessuno si sostituirà alle responsabilità del comune di Napoli. E se il Comune non tutela la sua azienda non ci sarà nessuno che farà il lavoro che non fa il Comune di Napoli”.  Mercoledì –  ha sottolineato ancora il Governatore – ci sarà un incontro con le organizzazioni sindacali, ci vedremo con il Comune la prossima settimana. C’è apertura e collaborazione ma sulle cose ragionevoli, non su quelle campate in aria. Se qualcuno pensa di scaricare sugli altri responsabilità proprie se lo può togliere dalla testa”.

La deputata e consigliera comunale del Pd Valeria Valente spara a zero contro de Magistris:

“Il sindaco – ha detto Valente – trasforma l’evento a Palazzo Chigi in una vetrina per fare demagogia, lanciare ultimatum e attuare il solito scaricabarile dei problemi, strumentalizzando addirittura Papa Francesco.  De Magistris  si comporta come capo del suo movimento politico, avendo quella come unica prospettiva. Anche nella giornata di ieri, invece di twittare e parlare a sproposito, con tono e linguaggio superficiale, della vicenda catalana, non sarebbe stato piu’ giusto e opportuno che il Sindaco di Napoli si fosse occupato di scongiurare la concomitanza tra lo sciopero dei lavoratori del trasporto pubblico di Anm e il blocco delle auto? Questo deve fare prioritariamente un Sindaco: occuparsi dei problemi quotidiani dei suoi concittadini. Quando de Magistris comincera’ a farlo? Napoli non può più aspettare” – ha aggiunto ancora Valente.

Critiche al sindaco partenopeo arrivano dal deputato piddino, Leonardo Impegno:

“Dopo 7 anni di amministrazione arancione, de Magistris ha portato al fallimento la sua azienda, fa licenziare i lavoratori, non ha un piano di risanamento e dice, contestualmente, che Napoli è l’unica città che ha difeso il servizio pubblico. Applausi, resto senza parole. Andate a Salerno, Benevento, Avellino, Caserta a vedere le differenze. Napoli è una città paralizzata, con un servizio di trasporto pubblico completamente assente e allo sbando. Poi nomina l’amministratore unico Anm e dichiara che non è d accordo con lui. Infine stamattina dà la solidarietà ai cittadini e non ai lavoratori, che in questo caso scioperano perché non è chiaro il destino dell’azienda, così come è incerto il proprio futuro. Chi dovrebbe dirigere non dà certezze”-  conclude Impegno.

Durissimo attacco a De Magistris da parte del consigliere regionale Francesco Moxedano “Un’altra giornata nera per il trasporto pubblico a Napoli, con l’Anm sull’orlo del fallimento e con il rischio licenziamento per migliaia di lavoratori. Non è mai stata così disastrosa la situazione dell’azienda del trasporto pubblico della terza città d’Italia come lo è stata in questi anni, grazie alla politica fallimentare del sindaco de Magistris. È sconcertante che mentre il sindaco va a Roma da Gentiloni con il cappello in mano per chiedere risorse per uscire da una situazione disastrosa, oggi con i trasporti, domani con i diversamente abili, le periferie e la sicurezza in città, continua a distrarre i napoletani parlando di poteri forti e governo dei popoli.  Mi auspico che il Pd e tutto il centrosinistra, unitamente alle forze produttive e sociali della città, dicano basta a questa amministrazione chiedendo al sindaco di rassegnare le dimissioni, liberando Napoli e i napoletani dal totale fallimento che questa città non merita” – ha affermato Moxedano.

Scende in campo la Cgil napoletana con il leader Walter Schiavella  “La riuscita dello sciopero dei dipendenti Anm dimostra inequivocabilmente che il piano di risanamento approvato a dicembre è sostanzialmente fallito, non solo, come avevamo previsto, nei suoi inesistenti profili industriali, ma anche nel suo unico profilo evidente, quello di riduzione della spesa” – ha  sostenuto Schiavella. “Mai come in questo caso, quindi – ha sottolineato  Schiavella – lo sciopero con i suoi dolorosi riflessi sulla sulla città e sui lavoratori, non è stato un rito stanco e ripetitivo a difesa di chissà quale privilegio, ma una richiesta forte al Comune di Napoli perché si cambi davvero pagina e si assicuri l’occupazione e con essa un futuro certo ad una Anm pubblica ed efficiente, con un piano industriale radicalmente nuovo”. “Non è – ha affermato Schiavella – questione di nominalismi rispetto a cosa fare del precedente piano del quale, per tempo, la Cgil ha denunciato le inefficienze. Occorre subito agire per costruire una strategia diversa e realistica. Nessuno rifiuta di fare la propria parte, tantomeno i lavoratori, ma occorrono certezze che i sacrifici e l’impegno loro richiesti servano davvero a salvare l’azienda e a dare un servizio adeguato ai cittadini”. “Perché ciò sia possibile, quindi – hacontinuato  Schiavella – non bastano solo i tagli, i risparmi ed un pur necessario efficientamento; servono ancor più e prima, chiare prospettive di crescita del servizio e della sua efficienza ed efficacia secondo un preciso piano industriale sostenuto da un credibile intervento di ricapitalizzazione”.

“Entrambe queste questioni, una seria prospettiva di crescita industriale e un forte intervento sul capitale, evidenziano – ha affermato ancora Schiavella – la necessità di allargare l’orizzonte al livello metropolitano e regionale, chiamando in causa Città Metropolitana e Regione non solo per rivendicare questo o quel finanziamento, ma per concorrere con idee e capitale alla rinascita di Anm”.

“Per questo – ha concluso Schiavella – riteniamo necessario accompagnare i tavoli di confronto che si svilupperanno auspicabilmente tra Comune e categorie con l’apertura immediata di un tavolo istituzionale con Comune, Città Metropolitana e Regione aperto al coinvolgimento pieno delle forze sociali. Se si vuole salvare Anm dal fallimento non è il momento della divisione e dell’orgoglio, ma quello della responsabilità”.

                                                                                           Ciro Crescentini

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