Le iniziative di lotta di oggi si sono tenute alla vigilia del verdetto del Consiglio costituzionale, che domani si esprimerà sul testo della riforma delle pensioni
Alla 12esima giornata di protesta contro la riforma delle pensioni che si è tenuta oggi in tutta la Francia hanno partecipato un milione e mezzo di manifestanti. “Nonostante un periodo di vacanze scolastiche oggi sono circa 280 le manifestazioni e i raduni organizzati in tutto il Paese”, ha sottolineato in comunicato la Cgt, la principale organizzazione sindacale dei lavoratori.

Come nelle precedenti proteste, anche questa volta si sono verificati durissimi scontri a margine dei cortei. A Parigi, pesanti disordini a place de la Bastille. Operai e studenti hanno attaccato una succursale della Banca di Francia, protetta da un importante cordone di sicurezza formato dalla polizia, che ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per disperdere la folla. E non solo. Segnalati negozi saccheggiati, spazzatura data alle fiamme e barricate innalzate nelle strade.

Oltre 400 manifestanti hanno invaso la sede parigina del colosso del lusso LVMH, Moët Hennessy Louis Vuitton. Sono partiti da Gare de Lyon e sono entrati con i fumogeni al numero 22 di Avenue Montaigne, all’indirizzo della boutique di Louis Vuitton, a un passo dagli Champs Élysées. Scene simili anche a Nantes, Bordeaux e Rennes. A Lione un giornalista è stato ferito alla testa dopo essere stato colpito da una manganellata durante una carica.

La iniziative di lotta di oggi si sono tenute alla vigilia del verdetto del Consiglio costituzionale, che domani si esprimerà sul testo. I saggi potrebbero convalidarlo in blocco o bocciarlo, anche solo parzialmente. Dopo che questa mattina alcuni manifestanti hanno bloccato l’ingresso del Consiglio costituzionale con della spazzatura, il ministro dell’Interno Gerald Darmanin ha vietato assembramenti nei pressi del palazzo.

Ma le manifestazioni continueranno in tutto il Paese. Nelle prossime ore sono previste 300 manifestazioni e raduni.

Alle 16:00 il presidente Emmanuel Macron riunirà all’Eliseo i principali esponenti della maggioranza. Ma in caso di approvazione, i sindacati promettono che la contestazione continuerà. “Tutte le tappe saranno decise dall’intersindacale di domani“, ha detto la segretaria della Confederazione generale del lavoro (Cgt), Sophie Binet.

L’omologo della Confederazione francese democratica del lavoro (Cfdt), Laurent Berger, ha invece annunciato nuovi “appuntamenti nella strada”, annunciando una prossima protesta per il primo maggio. “La lotta sindacale non è ancora terminata”, ha detto Berger.
Ciro Crescentini
