La Corte dei Conti contesta un sistema di distrazione di denaro pubblico nei centri di accoglienza. Coinvolti ex funzionari della Prefettura e i vertici del Consorzio Maleventum.
Denaro destinato all’assistenza dei richiedenti asilo che, invece di finanziare servizi e condizioni adeguate all’interno dei centri di accoglienza, sarebbe stato impiegato per esigenze personali, tra cui viaggi, soggiorni e acquisti presso prestigiose maison della moda. È il quadro emerso dall’indagine che ha portato la Procura regionale della Corte dei conti per la Campania a contestare un danno erariale di circa 1,3 milioni di euro.
Nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha notificato otto inviti a dedurre nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti coinvolti, tra i quali figurano anche alcuni ex funzionari della Prefettura di Benevento che, secondo le accuse, avrebbero dovuto vigilare sul corretto funzionamento delle strutture di accoglienza.
L’inchiesta e i finanziamenti pubblici
L’azione della magistratura contabile prende le mosse da un procedimento penale trasmesso nel 2018 e conclusosi, il 21 aprile scorso, con una sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Benevento. Al centro della vicenda vi è il Consorzio Maleventum, destinatario tra il 2014 e il 2018 di oltre 20 milioni di euro provenienti dal Ministero dell’Interno e assegnati attraverso la Prefettura sannita per la gestione dei migranti ospitati nelle strutture del territorio.
Secondo gli accertamenti svolti dagli investigatori, una quota significativa delle somme pubbliche sarebbe stata distratta dalla finalità originaria e utilizzata a vantaggio degli amministratori del consorzio e dei loro familiari.
Le accuse ai funzionari incaricati dei controlli
Uno degli aspetti più rilevanti dell’indagine riguarda il ruolo dei dipendenti pubblici chiamati a monitorare l’operato dei gestori dei centri. Tra i destinatari degli atti figura Felice Panzone, ex funzionario prefettizio con competenze specifiche nel settore dell’accoglienza.
La Procura contabile sostiene che l’ex dipendente avrebbe fornito anticipazioni sull’arrivo delle ispezioni attraverso particolari espressioni utilizzate come segnali di allerta. In questo modo, secondo l’accusa, i responsabili delle strutture sarebbero stati messi nelle condizioni di prepararsi ai controlli effettuati da Prefettura, Asl, Nas e delegazioni delle Nazioni Unite. Contestualmente viene contestata la mancata attivazione delle procedure sanzionatorie previste a fronte delle irregolarità riscontrate.
Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale, già dirigenti dell’Area Immigrazione della Prefettura di Benevento, ai quali viene attribuita l’omessa applicazione delle penalità contrattuali previste nei confronti dei gestori inadempienti.
Strutture carenti e risorse utilizzate per finalità estranee
Sul versante della gestione privata, gli inviti a dedurre hanno raggiunto Paolo Di Donato, indicato come amministratore di fatto del Consorzio Maleventum, oltre ai rappresentanti legali che si sono succeduti negli anni interessati dall’inchiesta: Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro.
Le verifiche effettuate dalla Guardia di Finanza all’interno dei centri hanno documentato numerose criticità. Gli ispettori avrebbero riscontrato situazioni di sovraffollamento, carenze sotto il profilo igienico-sanitario, standard di sicurezza insufficienti e una dotazione inadeguata di beni e servizi destinati agli ospiti delle strutture.
Proprio il contenimento delle spese per l’assistenza, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe consentito di accumulare risorse poi destinate a impieghi estranei agli scopi per cui erano stati concessi i finanziamenti pubblici. Tra questi figurerebbero trasferimenti di denaro a favore di familiari, viaggi, soggiorni e acquisti presso boutique di lusso riconducibili a noti marchi internazionali della moda.
La Procura contabile ritiene che tali condotte abbiano prodotto un significativo pregiudizio economico per le casse pubbliche, quantificato in oltre 1,3 milioni di euro, somma per la quale è stato avviato il procedimento volto all’eventuale recupero delle risorse.
Alessandro Manna

