Di Maio e Salvini si piegano alla Confindustria: rimane il jobs act

 

Non sarà ripristinato l’articolo 18 per impedire i licenziamenti facili

Nella bozza di contratto “per il governo del cambiamento” redatta dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega non è prevista la cancellazione del Jobs act, la legge che ha favorito la precarietà, i contratti a termine, i demansioanmenti e la reintroduzione dell’articolo 18 ovvero la normativa dello Statuto dei Lavoratori che impediva i licenziamenti facili. I Pentastellati e leghisti non hanno “ignorato” le parole di Vincenzo Boccia,  presidente della Confindustria, potente lobby  nazionale degli imprenditori, che qualche giorno fa a Milano,  durante la cerimonia di inaugurazione di una nuova sede associativa aveva avvertito senza giri di parole Di Maio e Salvini: “Ci sono alcuni provvedimenti che a nostro avviso non andrebbero toccati: : Industria 4.0 e Jobs Act, si tratta di provvedimenti che hanno avuto effetti sull’economia reale – sottolineò il capo degli industriali – siamo in un momento importante, dobbiamo rendere sempre più competitiva l’industria italiana. Non possiamo e non dobbiamo arretrare”. I pentastellati che hanno ottenuto la stragrande maggioranza dei consensi da elettori di sinistra non hanno mantenuto le promesse, gli impegni assunti  prima delle elezioni: cambiare radicalmente le leggi sul lavoro, riacquistare i diritti collettivi. Intanto, continuano a morire lavoratori nelle fabbriche e nei cantieri per il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza.

E per ridare dignità e sicurezza al lavoro era ed è  necessario, urgente rivedere completamente il Jobs Act, investire su una cultura della sicurezza fatta di formazione e maggiori controlli,  difendere il nostro mercato interno dall’ abbassamento del costo del lavoro. Il jobs act uccide, i tagli al numero e all’attività degli ispettori uccidono, l’impunità sostanziale delle imprese inadempienti uccide, il valore assoluto dato al mercato uccide. Il massacro dei lavoratori dovrebbe essere considerato la prima emergenza del Paese. E invece per la strage di lavoro ci sono enormi responsabilità imprenditoriali accanto a quelle politiche.  I provvedimenti, varati dai governi di centro sinistra e di centro destra che si sono susseguiti negli ultimi 25 anni  hanno contribuito sostanzialmente a diminuire la sicurezza e la dignità dei lavoratori.

                                                              Ciro Crescentini

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