Castellammare, l’agguato al “re della pasta”: denunciò il racket, pista vendetta

L’imprenditore Ciro Moccia gambizzato da due persone. Gli investigatori non escludono l’intimidazione per future richieste estorsive

CASTELLAMMARE DI STABIA – Stava rincasando quando è stato avvicinato da due persone che hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco ferendolo alla gamba. Giallo a Castellammare di Stabia, dove è stato ferito Ciro Moccia, 45enne imprenditore titolare della Fabbrica della Pasta di Gragnano. Moccia è stato ricoverato all’ospedale San Leonardo: non è non è in pericolo di vita. In ospedale gli è stata estratta una pallottola dal polpaccio.

 

LA RICOSTRUZIONE  – Secondo la ricostruzione, Moccia era in auto con il figlio di 19 anni quando un uomo armato si è affiancato alla vettura e ha iniziato a sparare. A terra la Polizia ha trovato 12 bossoli.  Sull’episodio indagano i poliziotti del commissariato di Castellammare. In base agli indizi finora raccolti, emergono due piste. Una intimidazione a scopo estorsivo oppure una vendetta: in passato, più volte l’imprenditore ha denunciato tentativi di estorsione che hanno portato ad alcuni arresti. Gli inquirenti della Procura di Torre Annunziata, sinora titolari dell’indagine, ritengono che molto probabilmente l’aggressore non avesse intenzione di ferire Moccia. Un sospetto dettato dal fatto che la pistola, durante la sparatoria, è stata sempre rivolta verso il basso. Circostanza confermata dalla vittima. Sembra che nessun testimone abbia assistito all’agguato e l’unica telecamera della zona non è dotata di sistema di registrazione. Gli investigatori setacciano le registrazioni della videosorveglianza stradale nell’area circostante l’abitazione di Moccia per individuare lo scooter utilizzato dagli aggressori.

(Foto Antonio D’Aniello/Fb)

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