Assemblea M5s Campania: un plebiscito di No al Pd, a De Luca e de Magistris

Roberto Fico smentisce accordo con il sindaco di Napoli e il candidato Sandro Ruotolo per le suppletive. E’ emerso un duro dissenso verso i vertici nazionali: “vi abbiamo mandato noi a Roma, siete dei portavoce, venite a presentarvi alle comunali e vediamo quanti voti prendere”

 500 partecipanti, sette ore di interventi regolati rigidamente dal cronometro con 2 minuti a testa. L’assemblea indetta all’Hotel Ramada dagli attivisti del Movimento 5 Stelle si è trasformata in una grande festa della democrazia, una giornata di riscatto e di senso di appartenenza. Grande la voglia di ritrovare l’identità perduta, ricominciare a vincere per cambiare la società e difendere gli interessi dei senza voce, dei senza diritti, degli ultimi. Sulle alleanze per le regionali di primavera e le suppletive di Napoli è arrivato il 90% di no schiaccianti ad accordi con il Pd (“con e senza De Luca candidato”) e a patti trasformistici con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Un No secco che ha costretto Roberto Fico a smentire l’articolo pubblicato da “Cronache di Napoli” su presunte intese con il primo cittadino partenopeo Sulla candidatura di Sandro Ruotolo alle suppletive del prossimo 23 febbraio. “Qualcuno ha pensato che io sia andato a dire di votare per Sandro Ruotolo a causa di un trafiletto su un giornale? Vuol dire che non ci conosciamo se pensate questo”–  ha detto Fico che subito dopo si è fatto fotografare insieme a Luigi Napolitano candidato del Movimento alle suppletive nel collegio 7

Gli interventi dei pochissimi pentastellati disponibili a sedersi ad un tavolo con i Democratici e gli arancioni sono stati coperti da fischi e “buuu” di dissenso. Verso i vertici nazionali è emersa tanta diffidenza: “vi abbiamo mandato noi a Roma, siete dei portavoce, venite a presentarvi alle comunali e vediamo quanti voti prendere”, grida un attivista, tra gli applausi della sala. Roberto Fico, presente dall’ inizio alla fine, scatta qualche selfie con i simpatizzanti, ma viene chiamato in causa da interventi critici. Dure critiche agli esponenti filo-piddini. Il ministro Vincenzo Spadafora fiutato il clima di tensione ha preferito disertare l’assemblea. Il parlamentare Luigi Gallo si è seduto in ultima fila. La capogruppo regionale Valeria Ciarambino, manda un messaggio preciso ai vertici: “chiediamo che a votare sulla piattaforma Rousseau siano solo i campani“. La combattiva consigliera regionale Maria Muscarà chiede se ci sono “accordi romani” per un’alleanza con il Pd. “Se è così, ditecelo, e prenderemo altre strade”. “Per 5 anni all’opposizione – dice Muscarà – abbiamo provato ogni giorno a convincere i signori della maggioranza ad adottare provvedimenti. Se il Pd avesse voluto sostenere il nostro programma, lo avrebbe già fatto. Agli amici romani ho chiesto spesso – osserva Muscara’ – perché i nostri provvedimenti non venissero adottati. La risposta? Il contratto, prima con la Lega, ora con il Pd”.

Maria Muscarà

Ancora più duro Matteo Brambilla, consigliere comunale di Napoli ed ex candidato-sindaco del Movimento: “sono arrabbiato, non avrei mai pensato di dover discutere di questo. Se si tratta di mettere una croce sul nostro simbolo affiancato a quello del Pd, non avrete mai il mio voto, né quello della mia famiglia“. E il parlamentare Vincenzo Presutto: M5S è l’identità. Ora dobbiamo continuare il percorso riorganizzandoci, ripartendo dagli errori. Ne abbiamo fatti tanti, più in alto si è andati, più ne sono stati fatti. Ma ora ritroviamo la nostra identità. Se il Movimento si apparenta con un soggetto sclerotizzato come il PD, che non ha futuro, daremo vita a dei morti. Non confondiamo il contratto e un programma che sono successivi alla tornata elettorale con un accordo pre-elettorale. Non ci andiamo a confondere con gli stessi soggetti che siamo andati a combattere per gli interessi degli italiani. Quindi io dico no a una alleanza politica per le prossime regionali. Pasquale Guerriero, attivista di Marcianise: “Non sono disposto a scelte calate dell’alto, ma so che non voglio essere una tessera, non dobbiamo diventare il partito delle tessere come il Pd”. Annalucia Grimaldi, facilitatrice e consigliere comunale di Mercato San Severino, sostiene che “il Partito democratico è un sistema, un sistema con cui non possiamo allearci. Non c’è bisogno di consultare Rousseau“. Applausi scroscianti per Rosa Contò di Sant’Antonio Abate: “Esprimo il pieno dissenso all’alleanza con il PD a nome del meet-up. Il Movimento deve recuperare la sua identità”.

Valeria Ciarambino

La sintesi è stata fatta, a fine assemblea, da Valeria Ciarambino, capogruppo in Consiglio regionale e facilitatrice nazionale. “Gli attivisti hanno chiesto che il momento delle regionali sia un momento di rinascita. Porteremo questa decisione, contraria alle alleanze, al capo politico– spiega Ciarambino- che deciderà se fare un passaggio di votazione o se questa risposta così chiara è sufficiente. Poi si parte insieme verso le regionali”. L’esito dell’assemblea verrà comunicato già stasera al capo politico reggente Vito Crimi e al facilitatore nazionale campagne elettorali Danilo Toninelli che decideranno se aprire o meno una votazione su Rousseau in merito alle alleanze. “Il passaggio su Rousseau- spiega il facilitatore regionale campano Agostino Santillosarà comunque fatto in caso di un’apertura alle liste civiche”.

Ciro Crescentini

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