La denuncia presentata al convegno del 16 ottobre organizzato a Napoli dall’U.O.C. Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Gennaro

NAPOLI – “Un percorso uniforme di trattamento e cura delle infezioni osteoarticolari, con lo scopo di creare una rete Ospedale-Territorio, finalizzato a ridurre notevolmente la migrazione sanitaria verso le strutture del Nord Italia e realizzare così’ un notevole risparmio dei costi”.

E’ l’obiettivo del “II convegno su “Moderni Orientamenti nella Diagnosi e Terapia delle Infezioni Osteoarticolari” (presidente prof. Ciro Pempinello, presidente onorario prof. Aldo Bova), organizzato dall’U.O.C. Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Gennaro (Direttore: dr. Paolo Mallano), che si svolgerà venerdì 16 ottobre (ore 9.00) in Napoli, nella Basilica di San Gennaro, a cui parteciperanno ortopedici, chirurghi vascolari, chirurghi del territorio, igienisti, farmacisti, vulnologi, microbiologi, infettivologi e parasanitari, afferenti all’ASL NA1 e non.

“L’esperienza acquisita e l’applicazione di tecnologie d’avanguardia sono certamente il volano per costruire un polo d’eccellenza a costo zero nell’ASL NA1, razionalizzando l’uso di risorse umane, competenze ed attrezzature già in possesso”, spiega il prof. Ciro Pempinello, il quale aggiunge:

“Le infezioni chirurgiche costituiscono il 20% di tutte le infezioni ospedaliere e rappresentano una grave complicanza in chirurgia ortopedica perché possono causare la revisione della protesi con notevole aggravio di costi e provocare anche l’amputazione dell’arto. In Italia i casi di amputazione riguardano circa 15.000 pazienti l’anno. Ulteriore fonte di infezioni osteoarticolari sono le fratture: esposte, con grave trauma dei tessuti molli circostanti, fratture trattate con osteosintesi. La frequenza di tale complicanza va dall’1 al 10% a seconda delle casistiche”.

“I dati sono allarmanti: ogni anno in Italia si praticano circa 141.000 interventi di protesi ortopedica. Di questi, circa 2.600, pari al 2-3%, causano infezioni, con un aumento dei costi di trattamento del 4,8% rispetto a un impianto primario”, fa notare il prof. Pempinello.

“Le infezioni ortopediche incidono per il 32% sull’intero budget dell’ortopedia italiana. Il problema attualmente e’ poco considerato poiche’ sono complesse da trattare e i pazienti con tale patologia rappresentano una categoria poco remunerativa “per il mercato”, Eppure i soggetti con infezioni ossee croniche sono prevalentemente giovani e, nell’economia sociale, rappresentano un problema più significativo rispetto a quello di una persona anziana con problemi artrosici”, conclude il presidente del convegno

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