Il sindacato chiede di dare spazio alle motivazioni della protesta: “Astensione contro il mortificante aumento da 5 euro e politiche di austerità dell’Ue”

NAPOLI – L’ Usb ha effettuato un Sit in sotto la sede Rai di Napoli per rivendicare una corretta e puntuale informazione circa le motivazioni dello sciopero generale del 20 novembre del pubblico impiego, delle società partecipate e di tutte le aziende private che, direttamente o indirettamente, lavorano per il pubblico, con manifestazioni a Milano, Roma e Napoli. Uno sciopero non solo contro la mortificazione dei 5 euro mensili di aumento contrattuale per i lavoratori, dopo ben 6 anni di mancato rinnovo, ma contro le politiche di austerità dell’Ue e del Governo italiano, contro le cosiddette “riforme sociali” che impongono forti tagli al walfere, ai servizi sociali, alla sanità e all’istruzione.

“Bisogna attuare politiche di investimenti e rilanciare l’occupazione – dichiara Vincenzo De Vincenzo dell’esecutivo Nazionale Usb – partendo dalla messa in sicurezza del territorio e dalla bonifiche dei siti avvelenati. Il paese ha bisogno di tagliare i costi della politica e la cattiva gestione delle aziende, una reale lotta all’evasione fiscale, recuperando importanti risorse da reinvestire nelle politiche sociali, nella sanità e nella scuola.

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