Operatori socio sanitari, in 120 rischiano licenziamento a Napoli

In scadenza il 30 giugno il il contratto d’appalto per il servizio di assistenza domiciliare di 2200 cittadini non autosufficienti. Una proroga contrattuale del Comune potrebbe sbloccare l’impasse, in attesa della gara d’appalto

Il prossimo 30 giugno scade il contratto d’appalto per il servizio di assistenza domiciliare di 2200 cittadini non autosufficienti. Centoventi operatori socio sanitari, assistenziali e psicologi, tutti dipendenti delle cooperative Accoparlante, Gesco, Fisiomedical, Confini Core, Prodos rischiano il licenziamento. Una situazione che potrebbe sbloccarsi con una proroga contrattuale da parte del Comune di Napoli in attesa del completamento delle procedure per una nuova gara per l’affidamento. Una proroga che potrebbe essere concessa utilizzando il meccanismo del cottimo fiduciario, in favore delle aziende sociali che gestiscono attualmente il servizio. L’assistenza domiciliare è un servizio sociale essenziale. Prevede prestazioni di aiuto diretto alla persona tese a favorire l’autosufficienza giornaliere, aiuto infermieristico e igienico sanitario di semplice attuazione. Prevede, inoltre prestazioni infermieristiche e riabilitative. Il servizio è rivolto agli anziani fragili e non autonomi, pazienti in dimissione protetta da strutture sanitarie, disabili e ogni altro soggetto che presenti riduzione dell’autosufficienza a causa di condizioni patologiche, malattie cronico degenerative, patologie oncologiche o in fase terminale. Accedono al servizio le persone disabili in condizione di gravità oppure i soggetti portatori di disabilità medio gravi con scarsa capacità organizzativa nella gestione dell’ambiente domestico, in condizione di solitudine e di isolamento socio-psicologico.

Ciro Crescentini

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