Negozi chiusi nei festivi, interessati oltre 82.000 lavoratori napoletani

La riforma pianificata dal governo per regolamentare il commercio nei giorni di festa: nell’area metropolitana di Napoli riguarda 45.179 aziende e 58.741 esercizi commerciali. A Salerno potrebbero riposare 25.000 addetti

Nell’area metropolitana di Napoli sarebbero 82.307 le persone non più costrette a lavorare nei giorni festivi. Una svolta conseguente alla riforma pianificata dal governo, che interesserebbe pure 45.179 aziende e 58.741 esercizi commerciali, sempre aperti nei giorni di festa. Non una chiusura totale, però: sono in previsione turni e orari regolamentati. L’idea della maggioranza Lega-M5s, infatti, è di regolamentare un settore liberalizzato dal governo Monti 6 anni fa. “La spesa si potrà comunque fare – spiega Di Maio – il 25% dei negozi resterà aperto, in modo che in ogni quartiere ci sia sempre la possibilità di fare acquisti”.  Secondo i dati del registro imprese e dell’Inps, Napoli vale l’8% del commercio festivo in Italia. I numeri comprendono la vendita al dettaglio, escludendo e-Commerce e ambulanti. Il principale segmento è l’alimentare, seguito dall’abbigliamento per adulti. In quei giorni, nella provincia di Salerno, sono attive 15.406 imprese e le relative 21.450 unità locali (il 2,7% nazionale), obbligando a lavorare 25.601 addetti. 

 

Due le proposte di legge finora partorite dalla maggioranza. Quello della leghista Barbara Saltamartini limita le aperture nei festivi alle sole domeniche di dicembre, in aggiunta ad altre quattro domeniche o festività durante l’anno. Il ddl si compone di due soli articoli, che abrogano l’articolo 31 del “Salva Italia” del governo Monti, che stabiliva la massima autonomia degli esercizi in materia.Il ddl Saltamartini riesuma la chiusura domenicale obbligatoria. Inoltre, fa riscrivere le regole a Comuni e Regioni, che possono decidere sulle aperture straordinarie. C’è poi la proposta del deputato grillino Davide Crippa, sottosegretario al Mise. Molte le affinità con la prima: il disegno di legge intende restituire “la competenza legislativa e la potestà regolamentare nel settore del commercio alle regioni e agli enti locali, ai quali spetta il compito di una pianificazione della turnazione delle festività lavorative che non ricada pesantemente sui diritti dei lavoratorie che tuteli contemporaneamente i diritti dei consumatori”.

 

Una deroga è prevista per i “comuni turistici”, che godrebbero ancora delle attuali norme. Per armonizzare i due testi sono in corso incontri tra Lega e 5 stelle. Da definire, ad esempio, la posizione del commercio online, a cui il ddl Crippa estende le limitazioni di tutti gli esercizi.

“Nei giorni festivi – si legge nell’articolato – il consumatore potrà continuare a collegarsi ai siti di e-commerce, scegliere e completare l’ordine di un prodotto, ma dovrà essere chiaro che l’attività commerciale in questione, se si svolge in Italia, non sarà esercitata in alcune delle sue fasi”. In pratica, all’ordine si provvederebbe a partire dal giorno lavorativo seguente.

girobe

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