Navigator campani, via allo sciopero della fame. De Luca: “Si rivolgano all’Anpal”

La protesta estrema di quattro vincitori della selezione sotto Palazzo Santa Lucia, contro la mancata firma del governatore: digiuno a oltranza, presidio permanente notte e giorno. E lanciano l’allarme: “Ci stanno contattando molti percettori del reddito di cittadinanza, vogliono lavorare, ma senza di noi sono impossibilitati anche a iniziare i corsi di formazione”

Vertenza Navigator campani, in quattro iniziano lo sciopero della fame sotto la Regione, per protestare contro la mancata firma del governatore De Luca alla convenzione con l’Anpal. Un atto indispensabile all’assunzione dei tutor di chi percepisce il reddito di cittadinanza. E De Luca risponde a distanza: “C’è comprensione per questa vicenda, ma noi siamo l’interlocutore sbagliato: i navigator si rivolgano all’Anpal”. Intanto Riccardo Licata, vincitore della selezione, avverte: “Molti percettori del reddito di cittadinanza ci stanno contattando perché vorrebbero lavorare, ma senza firma del governatore è tutto bloccato, e non possono nemmeno iniziare i corsi di formazione e prestare le loro ore di lavori socialmente utili”. Dunque, da oggi parte la protesta più dura. Sciopero della fame nella terra a digiuno di opportunità, per laureati in lotta col precariato. I quattro protagonisti hanno storie ed età diverse, ma sono accomunati dalla volontà di non piegarsi. “Non molliamo – assicura Fabrizio Greco-, abbiamo vinto un concorso pubblico. Con questo gesto estremo stiamo chiedendo il contratto perché, fino ad oggi, nessuno ci ha dato una risposta legittima”. Gli scioperanti si ispirano esplicitamente a Marco Pannella: si alimenteranno con liquidi e zuccheri, per complessive 500 chilocalorie. E altri manifestanti, a rotazione, terranno un presidio permanente sotto Palazzo Santa Lucia, notte e giorno.

 

“Siamo arrivati a questo gesto estremo – spiega Ilenia De Coro, l’unica donna del quartetto – per farci ascoltare, perché abbiamo un diritto acquisito, come gli altri colleghi navigator del resto d’Italia. Vogliamo tutelare la nostra dignità di persone e professionisti”. Carlo De Gaudio ha 58 anni, è tra i più grandi del gruppo. Ma si getta con foga nello sciopero. “Non è concepibile – sostiene – la violenza che stiamo subendo dal governatore De Luca, che non vuole firmare l’ultimo atto per la nostra contrattualizzazione. La Regione non tira fuori un euro, noi siamo stati selezionati da Anpal Servizi. O 18 governatori delle regioni italiane sono imbecilli, o c’è qualcosa che non funziona in Campania”. Il quarto a digiunare è Giuseppe Bianco, viene da Bari ma ha vinto un posto per la provincia di Napoli. O meglio: credeva di aver vinto, fino al no della Regione Campania. Una linea maginot per De Luca, il quale si chiama fuori. “Com’è noto – afferma il governatore – tale vicenda è stata promossa e gestita direttamente ed esclusivamente dall’Agenzia nazionale per il lavoro Anpal, dipendente dal Ministero del Lavoro, che ha dato vita a una selezione nazionale, non un concorso come erroneamente viene detto”. E quindi, per il presidente della Regione “è evidente che va indirizzata ad Anpal ogni richiesta di soluzione del problema, creato da tale Agenzia. La Regione Campania sollecita l’Anpal ad affrontare la questione in tempi rapidi”. Accanto ai dimostranti c’è Maria Muscarà, consigliera regionale del M5S. “Il dispetto De Luca lo sta facendo ai campani – dice-. Stiamo rinunciando a 471 giovani laureati che paga il Ministero. Tra l’altro, non assumendo i navigator, si rinuncia anche a circa 11 milioni di euro, sui 70 totali per le Regioni, per mettere a posto le strutture dei centri”. Ma il governatore tira dritto. Anzi rinnova l’invito ai navigator: “Siamo impegnati a varare un concorso vero, per assumere 650 dipendenti nei Centri per l’Impiego, al quale potranno partecipare tutti, le cui prove partono il prossimo 2 settembre”. Ma quel giorno, i navigator campani sono intenzionati a restare sulle barricate.

Gianmaria Roberti

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