Napoli, l’agonia del Metrò: la resa dell’Anm

Anche oggi disservizi a ripetizione. L’azienda: “Treni vecchi, sul mercato mancano i pezzi di ricambio, le riparazioni dei guasti sono molto laboriose”

Quella della linea 1 della metropolitana di Napoli, la “metropolitana più bella del mondo”, è in realtà un’agonia. Disagi quotidiani, corse saltate, attese interminabili. Un quadro disastroso, di fronte al quale si registra la resa dell’Anm, la partecipata comunale del trasporto pubblico.

“Questa mattina dalle 8.50 alle 11.50 la Linea 1 della Metropolitana di Napoli – recita una lunga nota aziendale – ha limitato la sua circolazione alla tratta Piscinola-Dante. La circostanza si sta verificando di frequente e di questo Anm si scusa con i cittadini, comprendendo i gravi disagi a cui li sottopone”. Poi l’azienda si produce in una serie di giustificazioni, che sarebbero all’origine dello sfascio. “I treni della linea 1 in circolazione attualmente – ricorda la nota – sono stati acquistati tra il 1996 e il 1997: hanno ormai 23 anni. Anm  procede all’esecuzione di tutti i controlli prescritti dagli organi competenti e volti a garantire  la sicurezza dei passeggeri  e questo, con le attuali condizioni dei mezzi, consente di avere a disposizione per l’esercizio giornaliero solo otto treni. Ogni volta che durante la giornata un treno ha un guasto, deve essere riportato all’officina di Piscinola e riparato: spesso quindi i treni disponibili scendono a sette o sei. In questo caso è impossibile assicurare una frequenza adeguata sull’intera linea ed evitare l’affollamento delle banchine. Tema oggi reso ancora più pressante per la gestione dell’emergenza covid”. Ecco perché “in tale evenienza Anm, limitando la circolazione a Dante – sostiene l’azienda-,  assicura una maggiore frequenza sulla tratta in esercizio garantendo comunque il collegamento tra la zona collinare ed il centro storico cittadino”. Ma la giaculatoria non finisce qui. “L’incremento nella disponibilità dei vecchi treni – aggiunge l’Anm – è reso complesso dall’età dei mezzi per i quali il mercato non mette più a disposizione molti ricambi, cosa che rende la riparazione di alcuni guasti particolarmente laboriosa e difficile. In queste settimane si stanno svolgendo alcune trattative sindacali volte a  riorganizzare  i settori aziendali interessati per far fronte alle attuali esigenze”. Ci sarebbero – anche se molti non lo rammentano quasi più – i nuovi convogli, acquistati ormai 5 anni fa.
“Anm, al contempo – spiega l’azienda-, sta accelerando il più possibile la messa in esercizio commerciale dei due treni nuovi, con l’obiettivo di metterli in circolazione a febbraio, migliorando il servizio. Il bando di acquisto dei nuovi treni che stanno arrivando dalla Spagna è stato lanciato dal Comune di Napoli nel 2015, vista la necessità di rinnovare i mezzi rotabili, che non era stata presa in considerazione dalle amministrazioni precedenti”. Soluzioni immediate al collasso del servizio? Nessuna. “Anm auspica che – conclude serafica la nota – il prossimo ingresso in circolazione dei nuovi mezzi e una clima che, si spera, possa instaurarsi in maniera più serena e responsabile tra i lavoratori dell’azienda, portino a breve a ridurre al minimo i disagi”. Molto più difficile, invece, ipotizzare un clima più sereno tra gli utenti esasperati.

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