Rapporto Svimez: Mezzogionro falcidiato dalla crisi, una persona su tre a rischio indigenza. Nascite al minimo storico

ROMA- E’ ormai un bollettino di guerra, l’annuale rapporto Svimez. Disegna un’avanzata della povertà assoluta nel Mezzogiorno, dove una persona su tre rischia di scivolare nell’indigenza. Dal 2011 al 2014, le famiglie assolutamente povere sono cresciute a livello nazionale di 390mila nuclei, con un incremento del 37,8% al Sud e del 34,4% al Centro-Nord. La regione con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%). Il pericolo, per il meridione è di un “sottosviluppo permanente”, associato ad una “desertificazione industriale”. Dal 2000 al 2013, infatti il Sud è cresciuto, si fa per dire, del 13%: la metà della Grecia, con il +24%. Cifre che inevitabilmente impattano sull’occupazione, caduta del 9%  tra il 2008 ed il 2014. Gli anni della crisi, che per il Mezzogiorno non è finita, a differenza del centro nord, dove nello stesso periodo l’occupazione segna registra Insomma, delle 811.000 persone che in Italia hanno perso il posto di lavoro, 576.000 sono residenti nel Mezzogiorno, il 70% delle perdite causate dalla crisi. La decrescita infelice del sud si riflette anche sul lato demografico: nel 2014, ci sono state “solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa”. “Il Sud  – chiosa la Svimez – sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico”.,

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