Fabbrica globale, la vita e le resistenze operaie nel modello Foxconn

Incontro a Napoli il 4 dicembre

NAPOLI – In Cina Foxconn impiega 1 milione di operai e rappresenta il simbolo dell’iper sfruttamento di manodopera. Un modello che ora Pechino vorrebbe abbandonare, ma che rispunta in Europa, dove la multinazionale che fabbrica telefonini e pc per Apple e altri brand occidentali ha stabilimenti in Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria e Turchia. Quali sono le condizioni di lavoro negli impianti europei dove vengono prodotti questi gadget elettronici a cui siamo sempre più affezionati? La Cina riuscirà a dar vita a una nuova manifattura, più sostenibile da un punto di vista umano e ambientale? A Napoli, il prossimo 4 dicembre, un confronto tra studiosi su nuove forme di mobilità in Europa e lotte operaie in Cina. L’incontro si terrà presso La Spritzeria di via Vincenzo Bellini, 6/7/8, alle 17, 30. Intervengono Devi Sacchetto, docente di “Sociologia del lavoro” all’Università di Padova e curatore di “Nella fabbrica globale” (OmbreCorte); Marisa Siddivò, docente di “Strategie di sviluppo della Cina” all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Introduce Michelangelo Cocco, giornalista del portale cinaforum.net.

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