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Ericsson Marcianise, referendum dei lavoratori boccia l’accordo

Redazione by Redazione
11 Marzo 2015
in Economia e Società, Notizie correlate
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I dipendenti attaccano l’eurodeputata Picierno e l’assessore regionale Nappi: “Da loro mai un interesse vero alla vertenza, solo dichiarazioni da campagna elettorale”

MARCIANISE – Qualcuno aveva stappato lo spumante troppo presto. E qualche politico, nell’euforia, si era lasciato andare a parole trionfali, dall’alto del suo stipendio, non esattamente vicino a quello di chi lavora in fabbrica. Con 182 “no” i dipendenti della Ericsson di Marcianise hanno bocciato l’intesa raggiunta al Ministero dello Sviluppo Economico nella notte tra lunedì e martedì tra l’azienda svedese e i sindacati, riguardo la cessione dello stabilimento alla Jabil. I “sì” sono stati 155, 11 le schede bianche, 2 quelle nulle mentre gli astenuti sono stati circa una settantina. Lo scetticismo dei dipendenti nasce anche dall’acquirente, quella multinazionale americana che a Marcianise ha un insediamento con quasi 600 addetti e una procedura di mobilità aperta per 205 di loro. L’esito del referendum contraddice la scelta dei sindacati. I rappresentati degli oltre 400 lavoratori avevano ottenuto la garanzia che l’azienda non avrebbe fatto ricorso ai licenziamenti collettivi fino a marzo 2019 e che fino a marzo 2018, in media, ci sarebbe stato lavoro per 335 addetti grazie alle commesse che la Ericsson si era impegnata ad assicurare.  “Questo risultato – dice Giovanni Sgambati, segretario regionale della Uilm – apre uno scenario molto complicato. Nelle prossime ore dovremo sforzarci tutti per riannodare un filo di dialogo che possa permettere il riavvio del negoziato. Ma ora c’è il rischio concreto che l’azienda possa prendere decisioni che potranno essere di chiusura”. Adesso proseguirà la protesta dei lavoratori che va avanti dal 27 gennaio scorso. L’acquisizione dello stabilimento Ericsson di Marcianise dovrebbe diventare operativa il primo aprile. E non sarebbe uno scherzo.

 

PICIERNO E NAPPI – Un particolare zelo nell’esaltare “l’operato dell’esecutivo”, in un caso. Un’enfasi autocelebrativa da Palazzo Santa Lucia per ricordare che “Ci siamo spesi molto e i risultati finalmente sono visibili”, nell’altro caso. Dopo l’accordo tra le parti nella vertenza Ericsson di Marcianise, non si placa il malumore dei lavoratori. Che mettono nel mirino l’eurodeputata Pd Pina Picierno e l’assessore regionale Severino Nappi. Entrambi accusati di cavalcare l’onda della “ribalta mediatica ed il riflettore acceso sulla incresciosa vicenda che ci vede protagonisti, eventualmente mossi da pura campagna elettorale”. I dipendenti, che si dichiarano “costernati e sgomenti”, mettono Picierno e Nappi nella loro black list. Ma elogiano altri politici di cui hanno apprezzato l’impegno nelle lunghe fasi della vertenza. A partire dalla parlamentare casertana Camilla Sgambato, del Pd, “presente al fianco dei lavoratori, sotto la pioggia sia alla Regione Campania che al Mise, dando supporto fisico e morale, coinvolgendo anche altri parlamentari campani, anch’essi solidali e presenti ad alcuni incontri istituzionali”. Nella “lista dei buoni” anche Valente, Bossa, Iannuzzi, Carloni, Manfredi, Valiante, Migliore, Bonavitacola, Famiglietti, Tartaglione, Palma, Puglia e Moronese, a cui chiedono di non abbandonarci in questa fase così delicata, visto che il peggio, temiamo, debba ancora arrivare”. Viceversa “L’onorevole Picierno, nonostante diverse sollecitazioni, in quanto Parlamentare di questo territorio, non ha mai ritenuto i lavoratori Ericsson ‘degni’ della sua attenzione, tanto da glissare i nostri inviti ad incontrarci, riferendo di essere impegnata in viaggi ed in altre iniziative”. Dell’eurodeputata si ricorda lo scivolone sugli 80 euro per fare la spesa 2 settimane. “La stessa Picierno, nelle sue dichiarazioni – aggiungono – pone l’accento sugli impegni profusi dal Governo e sul prezioso contributo di quest’ultimo, nel dirimere la questione, ormai consci che non sappia neanche di cosa stia parlando”. A Nappi viene imputato di aver disertato l’ultimo incontro al Mise, quello decisivo per l’accordo, “palesando il totale disinteresse per una vicenda catastrofica che tocca da vicino questa Regione”. Inoltre “all’unico incontro da lui presieduto, in data 4 marzo la presenza dell’Assessore, in veste di rappresentante della Regione Campania, è durata meno di cinque minuti, caratterizzati da una irritante superficialità e fretta di andare via, per non ben precisati altri impegni”. Tuttaltro che entusiasti, i lavoratori Ericsson “denunciano ancora un accordo che ha come oggetto solo ammortizzatori sociali, senza nessuna prospettiva di Sviluppo, giocando con il fatto di essere stati posti dinanzi ad un aut-aut”. Se la Regione e il governatore Caldoro vengono tacciati di indifferenza, il governo è giudicato un “Osservatore silenzioso, inerme e disinteressato, con il solo scopo di rimandare il problema tra qualche anno”. Insomma, la mobilitazione dei dipendenti non finisce qui. “Diffidiamo ufficialmente, chiunque – affermano – dall’utilizzare e strumentalizzare la nostra protesta, dettata da un vero dramma personale e sociale, per meri scopi di propaganda politica, cavalcando l’onda della notorietà nei salotti televisivi e per mezzo stampa”. Non sarà così facile.

Tags: campagna elettoraleEricssonlavoratoriMarcianisenappipiciernoreferendum
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