Costa il “No Triv”: “Aiuteremo solo fonti rinnovabili e reddito energetico”

A Napoli il ministro dell’ambiente piomba a sorpresa all’iniziativa dei Carabinieri Forestali: “Mi oppongo alle trivelle non per ragioni ideologiche, ma tecniche. Una perforazione che inizia oggi dura 30 anni, ma nel 2050 c’è l’obiettivo di tagliare i combustibili fossili. Meglio dare subito risorse ad eolico, fotovoltaico e idroelettrico”

Ribadisce il suo no alle trivelle, e rilancia il sostegno alle rinnovabili e al reddito energetico. Il ministro Sergio Costa si concede un blitz “in famiglia” a Napoli, dove i Carabinieri Forestali – forza di cui è generale di brigata – presentavano il calendario Cites. Il titolare dell’ambiente piomba al liceo Genovesi, in un fuoriprogramma, e parla dei suoi progetti al ministero. Inevitabile il passaggio sul caso trivelle, per il quale era pronto a farsi sfiduciare, se fosse saltato lo stop di 18 mesi alle ricerche in mare sugli idrocarburi. Nelle scorse settimane, infatti, la Lega aveva tentato di modificare l’emendamento del M5S al dl semplificazioni. Un punto fermo per Costa. “Sulle trivelle ho preso una posizione molto rigorosa. E ve lo dico con molta chiarezza – spiega il ministro-, non perché è ideologica, ma perché è tecnica. Semplicemente perché oggi andare a fare una perforazione petrolifera, vuol dire che non dura meno di 30 anni”. Costa ricorda gli obiettivi del Piano nazionale clima energia e dell’Ue, che prevedono l’addio ai combustibili fossili nel 2050. “E nel 2025 andiamo a chiudere le centrali – dice il ministro dell’ambiente-. Io do dei permessi per ottenere qualcosa che non serve più? Forse è meglio che quelle risorse vadano per quello che è il nuovo Piano clima energia, stabilito già dall’Europa e deciso dalla conferenza di 197 paesi al mondo, che ci dicono che eolico, fotovoltaico e idroelettrico sono il futuro. Noi non abbiamo materie prime in Italia, tranne eolico, fotovoltaico e idroelettrico. E santa pace, quella è la sostanza che abbiamo, là dobbiamo mettere le risorse”. L’esponente del governo assicura: “Noi le stiamo mettendo queste risorse, adesso è il momento di aiutare le aziende e i cittadini”. Come? “Penso al reddito energetico – chiarisce-, che è un’esperienza che già esiste in Italia e che pochi sanno. Cioè i cittadini che mettono il fotovoltaico e vendono la propria energia al comune, che reimpiega per altra energia. E le bollette energetiche non si pagano più, vorrà dire qualcosa”.

Gianmaria Roberti

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