Boom Rei in Campania, al Vomero più sussidi che a Soccavo

Reddito di inclusione, le cifre Inps dei primi 9 mesi: la regione è seconda in Italia per numero di beneficiari, e prima per importo medio mensile. Nell’area metropolitana di Napoli ne sono pagati 98.913 sui 138.077 campani. E Nocera Inferiore ne conta molti più di Salerno

A Napoli l’Inps eroga più redditi di inclusione al Vomero che a Soccavo. E in provincia di Salerno, ci sono più percettori a Nocera Inferiore che a Salerno. Sono alcune delle cifre fornite dall’Inps sui primi 9 mesi del Rei in Italia. Una cosa è certa: al 30 settembre, il quadro vede la Campania seconda regione in Italia per numero di beneficiari, e prima per importo medio mensile. Un boom che conferma, ancora una volta, l’enorme disagio sociale nella regione e nel territorio napoletano. La direzione metropolitana Inps di Napoli calcola in 98.913 i suoi percettori, sui 138.077 campani. Spulciando tra i dati di ogni sede dell’istituto, emerge come la filiale metropolitana di Napoli ne conti 20.575. Numeri alti, per la media nazionale, anche nelle periferie: Napoli Nord 7.406; Scampia 7.406; Soccavo 3.095. Al Vomero, cuore della borghesia collinare, sono 4.001. A Napoli Centro 4.352. Scenario anche peggiore in provincia: 12.438 ad Arzano-Frattamaggiore; 6.460 nella sede Costiero Vesuviana; 3.499 a Pozzuoli; 4.903 a Giugliano; 599 a Ischia; 5.172 a Nola; 5.191 a Pomigliano; 3.264 a San Giuseppe Vesuviano; 5.259 a Castellammare; 4.497 a Torre del Greco; 3.306 a Torre Annunziata.

 

BOOM REI IN CAMPANIA – La Campania registra il secondo più alto tasso di inclusione (517), cioè il numero di persone coinvolte ogni 10.000 abitanti (184 quello nazionale). Un dato inferiore solo alla Sicilia (540), che precede la Calabria (389), in un prevedibile scenario targato sud. Peraltro Campania e Sicilia da sole assommano il 51% dei beneficiari e il 47% delle famiglie. A seguire Calabria, Lazio, Lombardia e Puglia, che coprono un ulteriore 28% dei nuclei e il 27% dei cittadini destinatari della misura.
Valori minimi, viceversa, in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (tasso pari a 23 per entrambe). La maggior parte dei benefici sono comunque erogati nelle regioni meridionali (69%), con interessamento del 72% delle persone coinvolte. In Italia, nel complesso, il reddito di inclusione arriva a 379.000 famiglie, e raggiunge più di 1 milione di persone. E i 336 euro in Campania costituiscono l’importo medio più elevato, a fronte di una media italiana di 305 euro. Un valore superiore di quasi 100 euro ai 239 della Valle d’Aosta, dove si rileva la media più bassa.

 

 

LE ALTRE PROVINCE – Se Napoli si attesta su percentuali molto elevate, lo scenario non è tanto differente nel resto della regione. In provincia di Salerno sono 10.977 i percettori della misura di contrasto alla povertà. Il primato va a Nocera Inferiore (3.124). A seguire ci sono Salerno con 2.445 e Battipaglia con 2.070. Inoltre, l’istituto paga 792 Rei ad Agropoli, 703 a Sapri, 618 a Sala Consilina, 519 a Vallo della Lucania, 318 a Cava dei Tirreni e 321 a Minori. E inoltre ce ne sono 10.071 a Caserta; 6.203 ad Aversa; 4.706 a Sessa Aurunca; 734 a Piedimonte Matese; 2.450 ad Avellino; 860 ad Ariano Irpino; 584 a Sant’Angelo dei Lombardi; 1.912 a Benevento; 667 a Telese Terme. È un primo bilancio per il Rei. Ma intanto, sul futuro della misura pesa il Reddito di cittadinanza, rivolto ad una platea molto più ampia: è annunciato per l’anno prossimo.

Gianmaria Roberti

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