Aumenta salario minimo in Spagna, ministro Catalfo: “Subito in Italia”

Dobbiamo agire al più presto, affinché i lavoratori italiani non siano di serie B in Europa.

Il governo spagnolo, guidato dalla coalizione composta da socialisti e Podemos ha approvato l’aumento del salario minimo. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all’accordo concluso due settimane fa in una riunione tra il Ministro del Lavoro, i sindacati e i datori di lavoro. Circa due milioni di lavoratori beneficeranno dell’aumento del 5,5%, presentato dall’esecutivo come il primo successo del Governo di coalizione di Socialisti e Podemos. L’aumento porta la remunerazione a 950 euro per 14 mensilità, quasi 400 euro in più rispetto al 2007. Nel 2019, Pedro Sánchez era già stato fautore del più grande aumento del salario minimo negli ultimi tempi, pari al 22,3%, portandolo a 900 euro. L’ambizione del Governo, che nei giorni scorsi aveva annunciato anche un aumento delle pensioni, è quella di fissare il salario minimo al 60% dello stipendio medio entro la fine del mandato, il che equivarrebbe in termini pratici a circa 1.200 euro. L’aumento avrà effetto retroattivo a partire dal 1 gennaio. La decisione assunta dal governo spagnolo riapre la discussione sul salario in Italia, unico Paese senza un compenso adeguato per i lavoratori. Invece, in Francia il minimo salariale è di 1.539 euro al mese, in Germania 1.584, in Spagna 1.050, in Belgio 1.594. I dati Eurostat sul salario minimo in Europa non lasciano dubbi: l’Italia non può restare indietro rispetto al resto dell’Unione. Dobbiamo agire al più presto, a livello nazionale ed europeo, affinché i lavoratori italiani non siano più lavoratori di serie B in Europa. “Sul salario minimo in Italia abbiamo aspettato abbastanza, adesso è arrivato il momento di agire – afferma la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo(M5s), con un post su Facebook. Dobbiamo farlo per i cittadini: il rispetto dei loro diritti e della loro dignità è e resta il nostro unico punto di riferimento. Tutto il resto – scrive – viene dopo”. “L`articolo 36 della nostra Costituzione dice che ‘il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Per tanti, troppi anni questo principio è stato disatteso. Così – prosegue Catalfo – nel 2020 in Italia ci ritroviamo con 5 milioni di lavoratori poveri, pagati pochi euro (lordi) all’ora. Ciò vuol dire che questi cittadini hanno un potere d’acquisto limitato oggi e avranno pensioni sotto la soglia di povertà un domani”. “Come MoVimento 5 Stelle è dal 2013 che lo diciamo, fui proprio io – rivendica Catalfo – a inserire il salario minimo nel primo disegno di legge per l`istituzione del Reddito di Cittadinanza. La nostra proposta è chiara, tutela i lavoratori e incentiva la buona contrattazione collettiva”.

CiCre

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