Assistenza domiciliare a Napoli, domani scade contratto d’appalto. Gaeta: “Cerchiamo una soluzione”

E’ allarme per 2200 cittadini non autosufficienti e 120 operatori sull’orlo del licenziamento. L’assessore alle politiche sociali: “Proveremo a riprendere il regolare servizio quanto prima. E per il futuro vogliamo costruire un percorso serio”

Domani scade il contratto d’appalto per il servizio di assistenza domiciliare di 2200 cittadini non autosufficienti. Un importante servizio sociale esternalizzato dal Comune di Napoli ad aziende  e cooperative sociali. 120 operatori lavoratori dipendenti delle cooperative Accoparlante, Gesco, Fisiomedical, Confini Core, Prodos potrebbero essere licenziati nelle prossime ore. Contattata da “Il Desk”, l’assessore alle politiche sociali, Roberta Gaeta butta acqua sul fuoco. “Stiamo cercando una soluzione per riprendere quanto prima il regolare servizio – ha affermato Gaeta – E per il futuro vogliamo costruire un percorso serio”. Una situazione che potrebbe sbloccarsi con una proroga contrattuale da parte del Comune di Napoli in attesa del completamento delle procedure per una nuova gara per l’affidamento. Una proroga che potrebbe essere concessa utilizzando il meccanismo del cottimo fiduciario, in favore delle aziende sociali che finora hanno assicurato, garantito il servizio. L’assistenza domiciliare è un servizio sociale essenziale che esiste a Napoli dagli anni ’90. Il servizio coinvolge in tutto 120 operatori socio assistenziali, più 10 assistenti sociali e 10 impiegati amministrativi impiegati negli sportelli dislocati su ogni municipalità. Gli interventi, che fanno capo al comune di Napoli, sono di tipo sociale: cura della casa, acquisto di alimenti, preparazione dei pasti, disbrigo di piccole commissioni all’esterno. E’ una delle migliori esperienze di assistenza integrata per anziani e portatori di handicap. Si rischia di dare il colpo definitivo a un sistema di welfare locale già precario. Un duro colpo alla centralità dei diritti delle persone più fragili della comunità partenopea. I servizi sociali del comune di Napoli rischiano di  impoverirsi sempre di più. Una deriva pericolosa per  le politiche sociali cittadine.

Ciro Crescentini

(Foto Alfonso Giarletta)

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