Mancate bonifiche delle discariche, danno da 27 milioni: citati anche Bassolino e Caldoro

Indagine della corte dei conti: si contesta il danno alle casse pubbliche per la mancata messa in sicurezza, che ha messo gravemente a rischio la salute dei cittadini e arrecato gravi danni all’ambiente

Tra i destinatari degli inviti a dedurre emessi dalla Corte dei Conti della Campania ci sono anche Antonio Bassolino e Stefano Caldoro, due ex presidenti della Regione. I finanzieri del Nucleo polizia tributaria di Napoli ipotizzano un danno erariale di oltre 27 milioni di euro a carico di esponenti politici, dirigenti, funzionari della Regione e di vari Comuni, per non aver adottato le misure necessarie alla bonifica e messa in sicurezza di numerose discariche, mettendo gravemente a rischio la salute dei cittadini e arrecando gravi danni all’ambiente. Avrebbero tutti disatteso gli ordini della Commissione europea nel procedimento di infrazione del 2014. L’Italia è stata infatti condanna al pagamento di oltre 40 milioni di euro di multe.

L’indagine coordinata dal sostituto procuratore generale della Corte dei Conti Donato Luciano, riguarda i rilievi mossi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea allo Stato italiano per violazioni riguardanti, complessivamente, 200 discariche italiane non conformi alle direttive europee sui rifiuti. Di queste 14 contengono rifiuti pericolosi e 48 si trovano in Campania. Secondo la Guardia di Finanza e la Corte dei Conti i vertici degli Enti competenti non avrebbero adottato tutte le misure necessarie malgrado la legge fosse esplicita sull’attribuzione delle competenze e benché i progetti di bonifica fossero stati ampiamente finanziati dalla Regione Campania nel giugno del 2013, attingendo dalle risorse del Por Campania 2007/2013. L’Unione Europea ha condannato l’Italia a pagare una somma forfettaria e penalità semestrali pari a 42,8 milioni di euro, fino alla completa esecuzione delle relative sentenze di condanna della Corte di Giustizia. E adesso lo Stato potrebbe rivalersi anche sui politici, invece di attingere solo alle tasche dei cittadini.

 

L’INDAGINE: 15 INVITI A DEDURRE, TUTTI I DESTINATARI – Sono 15 gli inviti a dedurre notificati questa mattina dalla guardia di finanza, a conclusione della prima tranche dell’indagine della Procura regionale della Corte dei Conti per la Campania. Oltre agli ex governatori Antonio Bassolino e Stefano Caldoro, ci sono l’ex assessore all’Ambiente della Regione Giovanni Romano, e una serie di sindaci ed ex sindaci di città in provincia di Avellino. Danno erariale contestato anche a tre amministratori pubblici attualmente in incarica, tutti in provincia di Avellino: Francesco Ricciardi, sindaco di Monteverde ed ex responsabile unico per le bonifiche; Antonio Russo, neo sindaco di Rotondi, a cui le contestazioni sono state notificate in qualità dell’incarico ricoperto in passato di responsabile unico delle bonifiche; e Stefania Di Cicilia, neo sindaco di Villamaina. Anche per lei l’invito a dedurre riguarda l’incarico ricoperto in passato di responsabile unico delle bonifiche.

 

Tra i destinatari anche Massimo Menegozzo, ex commissario delegato per le criticità in materia dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati e di tutela delle acque superficiali della Regione Campania; Maurizio Rosa, ex responsabile unico delle bonifiche di Monteverde (Avellino); Bartolomeo Esposito, ex vice sindaco reggente di Rotondi (Avellino); Gabriele Lanzotti, ex responsabile unico bonifiche di Rotondi (Avellino); Michele Marruzzo, ex sindaco di Villamaina (Avellino); e Giovanni Vuolo, ex responsabile unico di procedimento di Villamaina (Avellino); Angelantonio Caruso, ex sindaco di Andretta (Avellino); Ines Giannini, ex commissario prefettizio di Andretta (Avellino); Luigi Antonio Scanzano, ex responsabile unico di procedimento ad Andretta (Avellino). Tutti gli inviti a dedurre riguardano una prima parte dell’inchiesta, relativa ai 4 siti in provincia di Avellino, con un danno patrimoniale all’erario di 587mila euro per ciascuna. Gli altri filoni si occupano dei 17 nella provincia di Salerno, dei 25 a Benevento, degli unici nella provincia di Caserta e di Napoli. La contestazione ai vertici degli enti competenti è di non aver proceduto alle bonifiche negli oltre sette anni intercorsi tra il 26 aprile 2007, data di pronuncia della prima sentenza della Corte di giustizia, e il 2 dicembre 2014. Le risorse comunitarie destinate a tale scopo e non utilizzato è divenuto indisponibile. Circostanza che ha impedito che le bonifiche fossero effettuate.

 

 

CALDORO: “HO LA COSCIENZA A POSTO” – “Corte dei conti e bonifiche. Fatti i piani previsti da legge, trovate le risorse. Tempi rapidi rispetto al passato. Coscienza a posto”. Twitta così l’ex presidente della giunta regionale  Stefano Caldoro, in merito all’inchiesta della Corte dei Conti sulle bonifiche

 

ROMANO: “NON SI CONTESTA NESSUN DANNO AMBIENTALE” – “Non si contesta nessuna ipotesi di danno ambientale a carico della Regione. I siti interessati sono costituiti da discariche comunali realizzate e gestite dai Comuni in violazione di norme di legge e, come tali, da bonificare”. Cosi’ l’ex assessore all’ambiente della giunta Caldoro, Giovanni Romamo, destinatario di un invito a dedurre della corte dei conti. “L’ipotesi riguarda esclusivamente  – afferma l’ex assessore – l’avvio di una istruttoria di responsabilità amministrativa per eventuali danni erariali causati da ritardi nell’esecuzione delle opere che, se realizzate, avrebbero evitato la sanzione conseguente alla procedura di infrazione europea, una procedura che riguarda 18 regioni. Nessun collegamento, quindi, con inquinamenti ambientali e con i fenomeni di ‘Terra dei Fuochi’. Accostare le questioni è un errore che nasce dalla scarsa conoscenza dei fatti o dalla voglia di strumentalizzare”. “La Regione Campania, negli anni 2010-2015, ha dovuto adeguare e approvare – aggiunge Romano – gli strumenti di pianificazione necessari a sbloccare le risorse del Por Fesr 2007-2013 il cui utilizzo era stato vietato dalla Unione Europea proprio per la mancanza di questi strumenti. Con il Piano Regionale Generale dei Rifiuti Urbani, il Piano Regionale Generale dei Rifiuti Speciali ed il Piano Regionale delle Bonifiche, notificati in Europa, si sono ottenute le risorse finanziarie necessarie per la bonifica delle discariche comunali e la Regione ha finanziato direttamente i Comuni a realizzare gli interventi. Niente altro poteva fare la Regione non avendo altre competenze in materia ed essendo tutte le procedure condizionate proprio dalla procedura di infrazione”.

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