Aspi, il governo mette fuori i Benetton

Il Consiglio dei ministri dà mandato a Cassa depositi e prestiti per avviarsi il percorso di uscita progressiva di Atlantia. Di Maio: “Risultato impensabile un anno fa, nel governo gialloverde c’era chi si metteva di traverso”

Aspi, il governo trova la quadra. È l’alba quando, dopo sei ore di riunione assai tesa e dure discussioni, il Consiglio dei ministri dà mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all’uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell’azionariato, poi con un’ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi. Tra i punti della proposta transattiva di Aspi arrivata in Cdm c’è la “rinuncia a tutti i giudizi promossi in relazione alle attività di ricostruzione del ponte Morandi, al sistema tariffario, compresi i giudizi promossi avverso le delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti e i ricorsi per contestare la legittimità dell’art. 35 del decreto-legge “Milleproroghe””. Inoltre è prevista la “riscrittura delle clausole della convenzione al fine di adeguarle all’articolo 35 del dl “Milleproroghe””, che ha ridotto l’indennizzo in caso di revoca da 23 a 7 miliardi.

“È un altro dossier che abbiamo ricondotto alla ragione, siamo abbastanza soddisfatti” afferma il premier Giuseppe Conte. Un’operazione complessa, che richiede un anno di tempo per portare Autostrade per l’Italia in Borsa, e che partirebbe con un aumento di capitale – che viene ipotizzato tra i 3 e i 4 miliardi – per far salire Cdp al 31-33% della società. Atlantia, invece, cederebbe una quota attorno al 20-24% ad altri investitori. Tra i risultati dell’operazione, alla fine con la quotazione di Aspi, la ‘cassaforte dei Benetton Edizione Holding avrebbe della ‘nuova’ società collocata in borsa una quota di circa il 10%, mentre ora, controllando il 30% di Atlantia che controlla l’88% di Aspi, ha di fatto un valore pari al 25-26%% dell’intera società. Sarebbe questo, secondo quanto si apprende da fonti vicino al dossier, lo schema al quale si starebbe lavorando per attuare l’accordo raggiunto in nottata su Autostrade per l’Italia. Gli importi e le quote dipenderanno ovviamente anche dalla valutazione che sarà data di Autostrade e dall’andamento del mercato, ma di certo è previsto che tutti gli investimenti che verranno raccolti con l’operazione saranno completamente investiti sulla rete autostradale. “I Benetton hanno accettato le condizioni del governo – scrive su social il ministro degli esteri, Luigi Di Maio-. Lo Stato diventerà il primo azionista di Autostrade, la famiglia Benetton avrà meno del 10% delle quote ed entro qualche mese uscirà definitivamente da Aspi. Questo significa che i Benetton non gestiranno più le nostre autostrade. Era il nostro principale obiettivo. E ce l’abbiamo fatta.
Dopo molte battaglie, lasciatemi dire che è un ottimo risultato. Impensabile fino a un anno fa, quando nella precedente esperienza di governo c’era chi continuava ogni giorno a mettersi di traverso”.

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