Violenza sulle donne, vergognosa violazione dei diritti dell’Umanità

Secondo l’Osservatorio regionale della Campania sono 12 ad oggi le donne vittime di femminicidio in Campania. Commenti e dichiarazioni di professioniste del settore sanitario

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Eures, la Commissione europea ha diffuso i dati statistici relativi alle vittime di femminicidio nel nostro Paese nei primi dieci mesi del 2018. Registrata una leggera diminuzione (meno 7%) rispetto allo stesso periodo del 2017. Sono, infatti 106 le vittime di femminicidio contro le 114 dello scorso anno in Italia. Dati che però restano allarmanti se si guarda al numero complessivo degli omicidi in Italia.

Secondo l’Osservatorio regionale della Campania che si occupa permanentemente del  fenomeno pubblicando aggiornamenti quotidiani, sono 12 ad oggi le donne vittime di femminicidio in Campania. 5 in provincia di Caserta; 6 in provincia di  Salerno; 2 in provincia di Avellino; Uno solo in provincia di Napoli. Nessun femminicidio in provincia di Benevento dove però resta alta la guardia sul fenomeno della violenza di genere.

La violenza contro le donne è una vergognosa violazione dei diritti dell’Umanità.  Bisogna alimentare, estendere l’educazione ai sentimenti per fermare la violenza. Significative le testimonianze, i commenti di professioniste impegnate in strutture sanitarie campane

Diamo voce al silenzio. Se ripensiamo agli anni sessanta, ricordiamo immagini di donne che, riunite nelle piazza per manifestare per l’emancipazione femminile, davano forza alla loro voce che chiedeva parità di genere – evidenzia la dottoressa  Enza Di Fuccia, dirigente-sociologa presso la direzione generale Asl Caserta – Oggi, per l’effetto della società liquida coniata dal sociologo Zygmunt Bauman – Quelle stesse donne, le loro figlie, le loro nipoti si sono chiuse nell’individualismo delle pareti domestiche e hanno sostituito le grida del riscatto a quelle muta della violenza subita. Donne sole, donne impaurita, donne che gridano senza un filo di voce, donne che non denunciano, donne che subiscono fino alla fine – evidenzia Di Fuccia –  Di queste donne tutti sanno, ma tutti tacciono perché l’importante è salvare l’onore personale, familiare, comunitario a costo della vita e solo quando la violenza conquista la scena che si odono le urla di chi si è reso complice con il suo silenzio”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda la dottoressa Emiliana Gemellini esperta in management sanitario, attualmente impegnata nell’assistenza domiciliare nell’ambito delle cure palliative presso Villa Giovanna Hospital:  “La violenza contro le donne è una emergenza sociale, per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra. Questo dato preoccupante, proveniente da uno studio della Harvard University, apre il rapporto sulla violenza contro le donne nel mondo diffuso in questi giorni dal “Panos Institute” di Londra, un’organizzazione non governativa che si occupa di problemi globali e dello sviluppo – aggiunge Gemellini –  Nessuno può girare la testa dall’altra parte. In attesa che lo Stato faccia la sua parte, tutti noi possiamo, anzi dobbiamo impegnarci, per educare al rispetto e al coraggio, per emanciparci da una cultura ancora oggi fin troppo maschilista”.

Tante violenze e tabù da rimuovere alimentando una grande battaglia culturale.

“La vita femminile è piena di violazioni della propria sfera intima e personale, dall’insulto verbale allo stupro, dalla violenza domestica allo stalking – commenta la dottoressa Irene Maffini responsabile Urp – Distretto di Marcianise Asl Caserta –  E’ un tentativo di cancellare l’identità, di minare l’indipendenza e la libertà di scelta, fino ad arrivare, nei casi estremi al femminicidio. Purtroppo”

 

Panchina rossa contro il femminicidio – In occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, l’Azienda Ospedaliera dei Colli aderisce all’iniziativa installando, presso l’ospedale CTO, una panchina rossa contro il femminicidio. “Si tratta di un gesto simbolico che, però, vuole rappresentare la nostra attenzione verso le donne vittime di abusi e violenze di ogni natura”, spiega Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. “Una attenzione che è costante. Infatti, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cto, è attivo, sin dalla sua apertura, il percorso rosa che si occupa della presa in carico e dell’assistenza delle donne vittime di violenza”, conclude.

“La panchina simboleggia il costante richiamo all’attenzione di tutti su un fenomeno le cui vittime sono spesso invisibili, perché inaspettate, in quanto la violenza sulle donne si consuma prevalentemente in situazioni di “apparente normalità”. Si impone una riflessione sul nostro essere Comunità, con tutte le caratteristiche di quest’ultima, fatta di ascolto vero e riconoscimento delle parole delle donne”, dichiara Maria Vittoria Montemurro, sub commissario sanitario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

                                                                                                  Ciro Crescentini

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