Vincitori di concorso, docenti assunti e licenziati: a Napoli il sit-in

La protesta dei concorsisti 2016 sotto la prefettura

“Ho vinto un concorso: lo Stato mi assume, poi mi licenzia”. È la sintesi della storia paradossale di migliaia di docenti, di cui 300 campani, vincitori e idonei del concorso 2016. Tutto è iniziato con il concorso del 2016, dedicato agli insegnati abilitati. Di fatto, tagliava dalla partecipazione migliaia di laureati privi del titolo abilitativo. Proprio questo bacino di docenti non abilitati, ricorrendo alla giustizia amministrativa, fu ammesso al concorso. Su 10mila ricorrenti, 1000 di questi superarono le prove, vincendo effettivamente il concorso. Ma dopo è arrivata la doccia gelata: i vincitori immessi in ruolo nel 2019, inseriti a pieno titolo nelle graduatorie di merito, hanno dovuto abbandonare i loro alunni perché il Miur ha impugnato la sentenza del Tar, che aveva fatto accedere i docenti non abilitati alla prova concorsuale. Il Consiglio di Stato ha espresso parere negativo riguardo la loro idoneità. Dunque, i docenti sono dovuti tornare a casa senza più un contratto di lavoro. Stamattina gli insegnanti beffati sono scesi in piazza, davanti alla prefettura di Napoli, per un sit-in. Hanno indossato maschere bianche sul volto ed esposto striscioni, disponendosi a scacchiera fino a occupare quasi interamente piazza del Plebiscito. Una delegazione del Comitato “Docenti-Licenziati” è stata ricevuta in Prefettura, per rivolgere un appello ai vertici del ministero dell’Istruzione. I docenti si ribellano anche in virtù del fatto che, tra le altre cose, la maggioranza di loro ha dovuto rinunciare a una precedente occupazione con contratto a tempo indeterminato per realizzare il sogno di entrare nella scuola.
Per questa ragione, chiedono di essere ascoltati e pretendono dalla classe politica un’assunzione di responsabilità e la ricerca di una soluzione. Nei giorni scorsi, alcuni insegnanti sono stati ricevuti dalla commissione Scuola del consiglio comunale di Napoli. Qualora la situazione restasse tale, centinaia di persone resterebbero senza lavoro, in un momento di enorme difficoltà per il Paese.

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