Video denunce su autobus che cadono a pezzi, Anm sospende tre autisti

Stop di 10 giorni per due dipendenti e di uno per il terzo

NAPOLI – “Diffondeva un video su social network facebook lesivo dell’immagine Aziendale”. Con questa motivazione due dipendenti dell’Anm di Napoli sono stati sospesi per 10 giorni, e uno per un giorno, dopo avere denunciato le precarie condizioni degli autobus. Lo comunica l’Usb. Il provvedimento riguarda un video e alcune dichiarazioni postate su Facebook. “Con questa azione disciplinare – dice Vincenzo Lucchese dell’Usb Trasporti ” – diventa ufficiale il divieto assoluto ai dipendenti Anm di denunciare pubblicamente le deficienze aziendali e cercare di salvaguardare i viaggiatori”. “Sono molto amareggiato – aggiunge il sindacalista con l’elezione di de Magistris eravamo stati in tanti a cullare l’illusione che le cose potessero realmente cambiare”. Uno degli autisti sospesi ha annunciato pubblicamente la sua intenzione di rassegnare le dimissioni e “scappare” all’estero. I lavoratori sospesi dal servizio potranno presentare ricorso e l’azienda ha indetto, di recente, una gara per rinnovare i propri mezzi.

 

 

APPELLO A DE MAGISTRIS – La Usb rivolge un appello al sindaco de Magistris, all’assessore ai trasporti Calabrese e al presidente della Commissione trasporti Formisano affinché si faccia chiarezza sulle problematiche segnalate, intervenendo sulla causa e non sul sintomo. “È del tutto paradossale il richiamo al codice etico, da parte dell’azienda, nel tentativo di voler ‘giustificare’ il provvedimento di sospensione inflitto ai due conducenti – interviene Adolfo Vallini, Usb – Si lavora in un’azienda che ha come modello organizzativo la quotidiana violazione del rispetto della dignità e del benessere dei lavoratori, sia sotto l’aspetto dell’ergonomia e sicurezza degli ambienti lavoro che dell’organizzazione del lavoro, la quale favorisce pratiche discriminatorie sul luogo di lavoro e non mette a riparo l’integrità psico-fisica dei dipendenti. Bisognerebbe intervenire non tanto sui lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare le pessime condizioni dei bus, esasperati dalla inefficienza delle procedure interne, ma su coloro i quali certificano l’idoneità del mezzo al codice della strada, mettendo potenzialmente in pericolo, tutti i giorni, la sicurezza dell’esercizio e il comfort di viaggio”.

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