Dopo la decisione dell’amministrazione comunale di Palazzo San Giacomo di trasformare l’azienda idrica in Società per Azioni, l’organizzazione sindacale di base e l’associazione dei consumatori A.Ba.Co rilanciano la mobilitazione. Corteo da piazza Municipio a Palazzo Santa Lucia con Zanotelli, Lucarelli e il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
La trasformazione di ABC – Acqua Bene Comune Napoli – in Società per Azioni continua ad alimentare il dibattito politico e sociale. Dopo l’approvazione del provvedimento da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, arriva la dura presa di posizione dell’Unione Sindacale di Base e di A.Ba.Co. Campania, l’Associazione di Base dei Consumatori, che parlano di una scelta destinata a compromettere il modello di gestione pubblica dell’acqua costruito negli ultimi anni.
Secondo quanto si legge nel comunicato diffuso dalle due organizzazioni, «con la trasformazione di ABC in una Società per Azioni (S.p.A.), la Giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi ha inferto un colpo mortale a una delle più importanti conquiste democratiche della storia recente di Napoli».
USB e A.Ba.Co. ricordano che ABC rappresentava, a loro giudizio, «l’unica vera esperienza di gestione interamente pubblica e partecipata dell’acqua in Italia», nata nel solco del referendum del 2011, quando oltre 26 milioni di italiani si espressero contro la privatizzazione del servizio idrico e contro la remunerazione del capitale investito.
Per il sindacato di base e l’associazione dei consumatori, la decisione dell’amministrazione comunale non rappresenterebbe una semplice riorganizzazione societaria. «Dietro un paravento amministrativo – sostengono – si apre in realtà la strada alla privatizzazione di un bene essenziale.»
Le due organizzazioni esprimono inoltre forte preoccupazione per le possibili ripercussioni economiche sui cittadini. «Le conseguenze rischiano di essere disastrose per i cittadini, che si troveranno obbligati a pagare nuove bollette dell’acqua eccessive, assurde e inaccettabili, come purtroppo già accade nel resto della Regione Campania.»

Nel comunicato viene ribadito che l’ingresso dell’acqua nelle logiche di mercato proprie delle Società per Azioni comporterebbe inevitabilmente un incremento delle tariffe.
«Chi inserisce l’acqua nelle logiche di mercato delle S.p.A. cancella il diritto dei cittadini per dare seguito a dinamiche prettamente speculative che porteranno all’inevitabile rialzo delle tariffe. Va ricordato che proprio il secondo quesito referendario esprimeva la volontà popolare contraria alla remunerazione del capitale investito, un concetto che è l’esatto opposto della gestione pubblica e che appartiene invece alle logiche societarie delle S.p.A.», affermano USB e A.Ba.Co.
La critica non si limita però all’operato della Giunta Manfredi. Nel documento vengono chiamate in causa anche alcune organizzazioni ambientaliste, il sindacalismo confederale e parte delle forze sociali. «A questo comportamento della Giunta vanno sommate le gravi responsabilità di alcune forze pseudo-ambientaliste e delle forze sociali che rendono questo passaggio ancora più oscuro, incerto e inammissibile. Non è la prima volta che il sindacato confederale (CGIL, CISL e UIL) favorisce logiche di questo tipo, camuffando per ottimizzazione quello che in realtà è un business privatistico.»
Secondo i firmatari del comunicato, anche i comitati civici e l’associazionismo impegnati nella difesa dell’acqua pubblica sarebbero stati esclusi dal confronto.«I comitati civici e l’associazionismo di base sono stati deliberatamente esclusi dal confronto con il solo scopo di agevolare la svendita del modello pubblico in cambio di logiche di palazzo pre-elettorali.»
Nella parte conclusiva della nota, USB e A.Ba.Co. rivolgono un appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico. «Auspichiamo che il Presidente della Regione, Roberto Fico, superando le dichiarazioni di facciata, contrasti concretamente questa scelta sciagurata. Lo invitiamo a promuovere un progetto basato su un modello di gestione regionale del Servizio Idrico Integrato interamente pubblico; in caso contrario, il silenzio della presidenza regionale non farà che confermare una complicità silenziosa verso questa privatizzazione strisciante.»
La posizione delle due organizzazioni si conclude con un nuovo richiamo alla tutela dell’acqua come bene comune. «Su un bene universale e indispensabile come l’acqua non possono esistere logiche speculative che penalizzano cittadini e consumatori. Ora servono i fatti, non interviste o video-messaggi sui social.»
Venerdì 24 luglio nuova manifestazione
Intanto il coordinamento campano dei Comitati per l’Acqua Pubblica tornerà in piazza. Venerdì 24 luglio, alle ore 10.30, è in programma una manifestazione che partirà da piazza Municipio per raggiungere Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.
L’iniziativa è promossa insieme al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e punta a denunciare la trasformazione di ABC in Società per Azioni e quello che gli organizzatori definiscono il progressivo avanzare della privatizzazione del servizio idrico a Napoli Nord, nel Casertano e nel Sannio, indicando nella Regione Campania un soggetto corresponsabile di questo percorso.
Alla manifestazione prenderanno parte anche padre Alex Zanotelli, missionario comboniano da anni impegnato nella difesa dei beni comuni, il professor Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e Corrado Oddi, in rappresentanza del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica.
Ciro Crescentini
