Tribunale ordinario vs tribunale dei social, a Napoli magistratura in allarme

Inaugurazione anno giudiziario, sos del presidente della Corte di appello, De Carolis: “Il dibattito sulla giustizia fuorviato, ci sono violenti attacchi nei confronti di quei giudici che hanno emesso decisioni non condivise dalla folla virtuale”. Calano tutti i reati più gravi, ma è boom prescrizioni

Forse dovevamo arrivarci, prima o poi: il “tribunale” dei social insidia il tribunale ordinario, a botta di “sentenze” sommarie e surreali sovrapposizioni. L’allarme, impensabile fino a qualche anno fa, risuona nella sede più solenne, e anche più barocca: l’inaugurazione dell’anno giudiziario. A lanciarlo è Giuseppe De Carolis di Prossedi, presidente della Corte di appello di Napoli. “Il dibattito sulla giustizia – afferma nella relazione pronunciata al Maschio Angioino – rischia di essere fuorviato dalla massiccia diffusione dei social network”. I social “ricordano in qualche modo – osserva De Carolis – le folle in tumulto di manzoniana memoria e tendono le opinioni secondo una logica di tifoseria. Se applicata a vicende processuali, nuoce gravemente alla serenità di giudizio e tende a trasformare la legittima domanda di giustizia in desiderio di vendetta”. Una voglia di “forca” che non risparmia nessuno, “generando attacchi violenti nei confronti di quei giudici che hanno emesso decisioni non condivise dalla folla dei social”. Insomma, il processo penale “non può essere ridotto a un’ordalia medievale con la ricerca di un colpevole a tutti i costi da esporre alla furia della piazza. E’ sempre legittimo – ammonisce De Carolis – criticare le decisioni dei giudici ma gli attacchi personali nei loro confronti rischiano di delegittimare la giurisdizione determinando un grave danno per tutti”.

 

CALANO I REATI GRAVI. Nell’area metropolitana di Napoli, cala il numero dei reati più gravi. Crollano gli omicidi (del 40% da 35 a 21 – quelli di stampo mafioso del 63,64%, da 22 a 8) – i tentati omicidi (-37,96%); Giù le rapine (-15,22%), le estorsioni (-4,62%), gli incendi (-39,02% – che diventa significativamente un -84% per quelli boschivi), i reati in materia di stupefacenti (-2,40%). I dati emergono dalla relazione presentata dal procuratore generale Luigi Riello. In aumento invece gli omicidi colposi per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, leggermente i furti, in misura invece considerevole quelli di automezzi pesanti trasportanti merci (+37,04%), la pornografia minorile (+80%), la contraffazione di marchi e prodotti industriali (+71,95%), i sequestri di persona (+24,24%), in particolare quelli a scopo estorsivo (+60,87%) e i delitti informatici (+71,95%). Per le misure di prevenzione, si riduce notevolmente la pendenza delle misure personali, passate da 207 a 101, mentre è inalterata quella delle misure patrimoniali, pari a 61 procedimenti. Scende la pendenza complessiva dei Tribunali del Distretto, passando da 113.826 a 110.770 procedimenti pendenti, pari al 2,68% in meno. Salgono tuttavia i processi dibattimentali, sia collegiali (da 3.382 a 3.410), sia monocratici (da 73.599 a 76.484). La Corte di appello di Napoli, dopo quella di Roma, ha il più alto numero di procedimenti definiti nello scorso anno giudiziario.

 

BOOM PRESCRIZIONI. In attesa della prevista riforma del blocco della prescrizione, a Napoli scatta l’allarme sulla norma ammazza-processi. “Il rafforzamento dell’organico è rimasto finora solo sulla carta a causa – premette De Carolis – della già ricordata grave scopertura, concentratasi nel settore penale, di 12 consiglieri e 3 presidenti di sezione, per un totale di 15 magistrati e quindi di ben 5 collegi in meno su 15, pari ad un 33% in meno”. E “Questa grave scopertura – si legge nella relazione- ha determinato un inevitabile aumento della percentuale di procedimenti penali definiti in appello con declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, che si è attestata quest’anno al 32,8% rispetto al 27,6% dell’anno scorso, nonostante si sia scelto con il programma di gestione di concentrarsi maggiormente sulla trattazione dei procedimenti suscettibili di essere definiti prima della scadenza del termine di prescrizione. Al fine di assicurare un servizio più rapido e funzionale è in atto anche la ristrutturazione delle cancellerie penali, che prevede un accorpamento tra le stesse in base alle materie di semispecializzazione assegnate alle varie sezioni e l’istituzione di strutture centralizzate onde accelerare l’espletamento di attività di primaria levanza (quali ad esempio l’esecuzione delle sentenze e la trasmissione degli atti in cassazione)”.

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