Costi, consulenze e gestione delle risorse pubbliche nella segnalazione inviata alla Regione
Ancora una volta il nome di SMA Campania torna al centro delle polemiche. A riaccendere i riflettori sulla società in house della Regione è Vincenzo Pirozzi, segretario provinciale di Confintesa Igiene Ambientale ed ex dipendente dell’azienda, che ha inviato una nuova e durissima segnalazione al presidente della Regione Campania Roberto Fico, all’assessore competente e ai componenti della Commissione Trasparenza.
Una lettera che non si limita a denunciare presunte criticità amministrative e gestionali, ma che rappresenta anche l’ennesimo capitolo di una vicenda personale e sindacale che da mesi sta alimentando un acceso dibattito sul funzionamento della società pubblica. Pirozzi, infatti, continua a sostenere di essere stato licenziato per avere denunciato sprechi, inefficienze e situazioni che, a suo giudizio, meritavano di essere portate all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.
Nella nuova segnalazione il sindacalista richiama i dati pubblicati nella sezione Trasparenza dell’azienda e pone l’accento sui costi sostenuti per alcune figure apicali. Secondo quanto riportato nella lettera, il Direttore Generale avrebbe un costo annuo di circa 180 mila euro, mentre il Direttore Tecnico graverebbe sulle casse della società per circa 170 mila euro. Cifre che, secondo Pirozzi, dovrebbero essere valutate alla luce dei risultati ottenuti e delle numerose problematiche che da tempo vengono denunciate all’interno della struttura.
Pirozzi sostiene di avere documentato negli anni, anche attraverso video pubblicati sui social network, una serie di situazioni che a suo avviso rappresenterebbero esempi di cattiva gestione delle risorse pubbliche. Nella lettera vengono richiamate questioni relative alle deleghe e alle modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali, ai costi sostenuti per consulenze esterne tecniche e legali, alle spese per fitti passivi, alla presenza di mezzi operativi inutilizzati e a commesse che, secondo quanto denunciato, risulterebbero sostanzialmente ferme o comunque non pienamente operative.
Ma è soprattutto un’altra circostanza a suscitare interrogativi. Pirozzi riferisce infatti di avere ricevuto insistenti segnalazioni riguardanti un presunto consumo anomalo di carburante presso la base territoriale di Marano. Secondo quanto riportato nella missiva, in pochi mesi sarebbero stati spesi circa 25 mila euro di denaro pubblico. Un dato che, se confermato da eventuali verifiche, imporrebbe inevitabilmente approfondimenti e controlli da parte degli organismi competenti. Al momento, tuttavia, si tratta di una denuncia che richiede accertamenti e riscontri ufficiali.
Nella stessa lettera viene inoltre richiamato un episodio che, secondo il sindacalista, si sarebbe verificato nel dicembre del 2024 all’interno della medesima base operativa. Pirozzi fa riferimento a una presunta lite tra dipendenti che avrebbe coinvolto anche l’uso di un coltello. Circostanza che, sempre secondo quanto sostenuto dall’autore della segnalazione, non avrebbe avuto la necessaria rilevanza pubblica. Anche in questo caso si tratta di affermazioni che attendono eventuali verifiche nelle sedi competenti.
Il tono della lettera è particolarmente severo nei confronti della politica regionale. Pirozzi chiama direttamente in causa i vertici istituzionali della Campania, sostenendo che abbiano il dovere di verificare quanto denunciato e di esercitare fino in fondo le proprie funzioni di controllo nei confronti di una società che gestisce risorse pubbliche. Nelle conclusioni della missiva il segretario provinciale di Confintesa chiede accertamenti rigorosi e auspica l’adozione di provvedimenti nei confronti di eventuali responsabili qualora emergessero irregolarità o omissioni.
Sul fondo resta la storia di un lavoratore vittima di un sistema che ha reagito alle sue denunce con il licenziamento.
Al di là delle posizioni delle parti coinvolte, la questione pone un tema più generale che riguarda tutti i cittadini campani. Quando si parla di società partecipate, di utilizzo del denaro pubblico, di consulenze, incarichi, mezzi e servizi destinati alla collettività, la trasparenza non rappresenta una semplice opzione ma un obbligo morale e istituzionale. Per questo motivo ogni denuncia merita di essere verificata con attenzione, senza pregiudizi e senza zone d’ombra.
Le accuse contenute nella lettera di Vincenzo Pirozzi dovranno ora essere valutate da chi ha il compito di controllare. Saranno gli eventuali accertamenti a stabilire se si tratti di semplici contestazioni sindacali o del segnale di problemi più profondi all’interno di una delle più importanti società pubbliche della Regione Campania. Nel frattempo, una domanda continua a rimanere sospesa: chi controlla davvero chi gestisce milioni di euro di risorse pubbliche?
Ciro Crescentini

