Tamponi, braccio di ferro Regione-laboratori privati

La Campania (6.072) oggi è la sesta regione per incremento, restando la settima (511.535) per numero totale. Ma sui test rimane la tensione: i centri diagnostici possono intervenire solo su richiesta delle aziende, non dei cittadini. Gallo (Sanciro di Portici): “Perché il veto proprio ora?”

Tamponi, oggi la Campania (6.072) è la sesta regione per incremento, restando la settima (511.535) per numero complessivo. Ma sui test rimane la tensione con i centri privati. “Perché i lavoratori, su richiesta dell’azienda, possono fare i tamponi presso laboratori privati e i cittadini no? I cittadini non hanno ugualmente diritto di conoscere il proprio stato di salute? E per-ché i laboratori privati sono stati inibiti in un momento in cui invece, più che mai, bisognerebbe fare squadra?”. Se lo chiede il dottor Maurizio Gallo, responsabile del centro diagnostico Sanciro di Portici. A scontentare i laboratori privati è la decisione del presidente della Regione di consentire i tamponi a patto che a richiederlo siano le aziende per i propri dipendenti, mentre il privato cittadino dovrà continuare a fare capo all’Asl di riferimento usufruendo di un servizio a costo zero. Una condizione che fa della Campania un’eccezione nel panorama nazionale, dal momento che in altre regioni cliniche e laboratori privati possono operare su questo fronte senza paletti. “Il nostro intervento potrebbe aiutare a porre rimedio a questo scenario che in inverno andrà ad acuirsi – spiega Gallo – Se la platea di chi ha bisogno del tampone si spalmasse anche sulle cliniche e i laboratori privati, le Asl potrebbero tirare una boccata d’ossigeno: avrebbero meno tamponi da processare e potrebbero rispondere in un tempo minore alla domanda dei cittadini; dal canto nostro noi siamo perfettamente in grado di partire anche adesso con i tamponi». Per Gallo «al cittadino va lasciata la libertà di decidere se vuole pagare per avere il tampone oppure no, in quanto ognuno deve essere padrone di conoscere il pro-prio stato di salute nei tempi e nei modi che lui decide”. Il medico, infine, mette in evidenza anche dei “vuoti” della norma: “C’è un laboratorio che, tramite un’intervista su un noto quotidiano, ha ammesso di effettuare i tamponi anche ai privati cittadini ma solo per i residenti di altre regioni, in cui questo limite ai privati non esiste. Quindi – ragiona il dottor Gallo – questa norma è rivolta ai laboratori oppure vuole solo penalizzare i cittadini? Ad ogni modo si tratta, a mio avviso, di una strategia sbagliata. Pubblico e privato non devono essere nemici, ma devono collaborare soprat-tutto in momenti di emergenza sanitaria come questa dove c’è bisogno di tutte le risorse in campo”.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest