Strage del bus in Irpinia, via al processo per 15 imputati

Prima udienza al tribunale di Avellino, a tre anni di distanza dall’incidente che causò la morte di 40 passeggeri

Dinanzi al tribunale di Avellino compariranno 15 imputati. A tre anni di distanza dall’incidente, comincia oggi il processo per la morte di 40 passeggeri del bus precipitato dal viadotto Acqualonga dell’autostrada A16 Napoli-Canosa. Alla sbarra il titolare dell’agenzia di viaggi “Mondo Travel” Gennaro Lametta, accusato di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, insieme ai funzionari della Motorizzazione civile di Napoli Vittorio Saulino e Antonietta Ceriola, accusati di aver falsificato i documenti di revisione del bus turistico. Per i pm il pullman non rispettava i requisiti minimi di sicurezza per il trasporto passeggeri.

Imputati anche funzionari e dirigenti di Autostrade per l’Italia, accusati a vario titolo di omissioni nella manutenzione del tratto autostradale. A giudizio i direttori di tronco che si sono avvicendati: Michele Renzi, Nicola Spadavecchia, Paolo Berti, con Michele Maietta e Antonio Sorrentino, che, da responsabili del posto di manutenzione del tratto autostradale, non avrebbero segnalato le carenze e le lacune nella sicurezza del percorso. La procura di Avellino, in base anche alle conclusioni della perizia sullo stato delle barriere autostradali, ha ottenuto il rinvio a giudizio anche dei vertici di Aspi, in particolare dell’amministratore delegato Giovanni Castellucci, dell’ex direttore generale Riccardo Mollo, del condirettore generale “Operation e Maintenance” Giulio Massimo Fornaci, del responsabile dell’articolazione “Pavimentazioni e Barriere di sicurezza” Marco Perna, dei responsabili dell’Area Esercizio di Aspi Gianluca De Franceschi, Gianni Marrone e Bruno Gerardi.

 

DIBATTIMENTO AGGIORNATO AL 28 OTTOBRE, PM CHIEDE ACQUISIRE MAXI PERIZIA –  La prima udienza è durata circa due ore, durante le quali il presidente Gennaro Buono, dopo la costituzione delle parti, ha aperto la discussione sulle eccezioni preliminari. E il pm Adriano Del Bene ha chiesto che agli atti del processo venisse allegata anche la relazione dei periti nominati dalla Procura nell’agosto 2013, Alessandro Lima, Andrea Demozzi, Lorenzo Caramma e Vittorio Giavotto. La maxi perizia sul pullman e sullo stato del tratto autostradale non è agli atti del processo. L’atto durò mesi mesi e fu eseguito con diversi sopralluoghi. Secondo il pm, la perizia, pur non essendo stata eseguita in sede di incidente probatorio, venne compiuta con il contraddittorio delle parti e può dirsi l’atto fondante del processo. Il processo è stato aggiornato al prossimo 28 ottobre.

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