Sorrento, veleni elettorali: “Candidati familiari di camorristi”

Una candidata, a sostegno di Massimo Coppola, accusa la coalizione di Mario Gargiulo: in lista un nipote di Pupetta Maresca e la nipote di un ras di Sant’Antonio Abate

Comunali a Sorrento, veleni in campagna elettorale. Il post Facebook di una candidata parla di parentele ingombranti, con ombre di camorra, nelle liste avversarie. “La sfida a Sorrento è chiara. C’è chi vuole mantenere il potere e le poltrone a tutti i costi e, non solo non prende le distanze se i propri candidati usano linguaggi alla Gomorra perché gli avversari “sono scimmie da abbattere”, ma addirittura candida nelle sue liste familiari di persone condannate per associazione camorristica”. La firma è di Cristina Coppola, in lista con Nuova Sorrento, civica a sostegno del candidato sindaco Massimo Coppola. Il post parla di un audio, sbucato dalla chat dell’attuale maggioranza comunale, in cui si citava una frase di Gomorra. Nel file, un consigliere municipale attaccava Massimo Coppola, la “scimmia da abbattere”. Cristina Coppola, però, evoca anche altre storie: “Familiari di persone condannate per associazione camorristica”. Da quanto emerge, si riferirebbe a due giovani candidati, entrambi della coalizione di Mario Gargiulo, altro aspirante sindaco. Si tratterebbe di Alberto Maresca (#Sorrentocisto) e Alessia Abagnale (Il Ponte). A quanto risulta, entrambi incensurati, ed estranei ad ambienti criminali. Alberto Maresca sarebbe nipote di Pupetta Maresca, la famigerata Lady Camorra, moglie di Pasquale Simonetti detto Pascalone ‘e Nola. L’iconografia popolare la consacrò come vendicatrice del marito, facendone un personaggio da rotocalco, quando uccise il presunto mandante dell’omicidio. Pupetta Maresca, oggi 85enne, approdò perfino a ruoli cinematografici: cresciuta in una famiglia di camorra, il clan stabiese dei Lampetielli, è da decenni lontana da vicende malavitose. Alessia Abagnale, invece, sarebbe chiamata in causa per il nonno, considerato un ras della criminalità organizzata di Sant’Antonio Abate. Ma tanto basta per surriscaldare il clima elettorale a Sorrento.

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