Secondiglianexit, così il Pd si inventa la secessione da Napoli in periferia: “Torniamo Comune autonomo”

La provocatoria proposta di un consigliere municipale: il quartiere torni come negli anni venti. Oggi versa nel degrado, con il distacco potrebbe contare su un bilancio autonomo, risorse statali, propri dipendenti e polizia locale

A metà fra la provocazione e la pulsione secessionista. A Secondigliano un consigliere del Pd, Pasquale Esposito, si inventa una Secondiglianexit, lanciando l’idea di far tornare Comune autonomo il quartiere della periferia nord di Napoli. Così come era negli anni venti del novecento. “Anche se sostanzialmente è contro il mio approccio culturale – scrive Esposito su Facebook – sto studiando da tempo la necessità di avviare una seria e non banale discussione per valutare il percorso (previsto dalla Costituzione italiana e tenendo conto delle sentenze della Corte Costituzionale,) per far ritornare Secondigliano Comune a se. Dall’annessione fascista del 1926 alla città di Napoli, il vecchio casale di Secondigliano Comune autonomo, ha ricevuto solo degrado, da decenni è stato considerato dalla città di Napoli un quartiere su cui distribuire solo problemi, come l’enorme piano di edilizia popolare, il carcere, nessun piano di sviluppo”. “Ancora oggi – denuncia il consigliere – siamo costretti ad elemosinare i servizi essenziali, dalla Polizia Municipale, alla pulizia delle strade, alla sicurezza. Negli ultimi anni con l’avvento delle Municipalità, Secondigliano ha perso sempre più la propria identità, ricevendo sempre più misere risorse, e nessun potere decisionale.
La politica e le istituzioni attualmente non prendono in considerazione il processo di trasformazione nel contesto delle città metropolitane, in cui i Municipi potrebbero diventare unità territoriali autonome. Quindi è banale continuare a rincorrere l’amministrazione centrale”. Secondo il consigliere “l’unico modo per dare davvero una svolta e ritornare a discutere seriamente su come risollevare questo depresso quartiere, è ottenere l’indipendenza dal Comune di Napoli, per ritornare Comune, un grande Comune di quasi 47.000 abitanti. Finalmente con un proprio bilancio, una propria polizia locale, propri dipendenti e con le dovute risorse statali, altro che le poche migliaia di euro che ci gira oggi il Comune di Napoli”. Esposito come Farage, leader di Brexit?

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