Il sindaco chiede l’intervento di Grasso e Boldrini: “Dicano se sono d’accordo con il presidente della commissione Antimafia”

NAPOLI –  De Magistris rivendica una “attività dura, difficile, ma forte” contro la camorra, e pretende sempre le scuse. La Bindi non arretra, e a scusarsi non ci pensa nemmeno. “In primavera ci sono le elezioni, de Magistris  – dice la presidente della commissione antimafia – si schiera volentieri dalla parte di quella Napoli bene che vuole negare la presenza di questa piaga della città. Lo capisco benissimo, ma non si fa propaganda elettorale su una tragedia come quella che si consuma nella sua città”. E’ ancora scontro sulla frase della Bindi durante la due giorni di lavori a Napoli della commissione da lei presieduta (“La camorra è un dato costitutivo della città”). Il duello va in onda a Radio Anch’io, su RadioUno. De Magistris le chiede chiarimenti e spiega che non è vero che si nega l’esistenza della camorra.

“Abbiamo ancora bande, organizzazioni camorristiche, pezzi di città – dichiara il sindaco – sicuramente minoritari che tentano di usurpare pezzi di territorio vogliono creare panico e interrompere il riscatto culturale che i napoletani stanno mettendo in atto. Ecco perché c’è bisogno da parte dello Stato di fatti, iniziative, azioni e non questo tipo di frasi che non servono a nulla”. La senatrice del Pd ribadisce di aver espresso “un concetto che da anni tutti dicono”. E cita esponenti della magistratura, ma anche Roberto Saviano e lo studioso Isaia Sales. “Il sindaco De Magistris  – aggiunge la Bindi – fa bene a vantare la rottura con la camorra, ma non capisco perché si ritiene il primo sindaco che lo ha fatto. Non credo che Rosa Russo Jervolino avesse rapporti con la camorra, eppure la camorra c’era ai tempi della Jervolino e c’è ora con De Magistris. La camorra è parte integrante del tessuto sociale della città, ha adesione e consenso, vive a prescindere dalla politica”. La presidente dell’antmafia ne ha pure per il quotidiano Il Mattino, che “traduce virgolettando le mie parole passando dalla storia alla biologia”, generando “qualche confusione. Ma siccome  – prosegue – penso che il direttore del Mattino non sia ignorante vuol dire che c’è un pizzico di malafede volto a creare indignazione per una frase non usata per continuare a negare la presenza sistemica della camorra in città che sta spezzando la vita delle giovani generazioni, non solo perché muoiono ma perché uccidono”.

 

DE MAGISTRIS CHIEDE INTERVENTO DEI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO – A margine della conferenza stampa sull’anno scolastico, il primo cittadino è tornato a parlare delle parole della presidente della commissione Antimafia e ha tirato in ballo le massime autorità dello Stato. “Con Rosi Bindi non parlo più – ha esordito – ma voglio sapere se i presidenti di Camera e Senato condividono le affermazioni secondo cui l’origine di Napoli coincide con la camorra. Voglio parlare con Boldrini e Grasso e sapere se sono d’accordo”. Per de Magistris, qualora i Presidenti delle due Camere condividessero quei contenuti, significherebbe che lo scopo della missione della Commissione Antimafia sarebbe stato quello di “gettare discredito su Napoli e i cittadini. Avrebbe potuto chiarire, spiegare, invece no – conclude de Magistris – Perseverare è diabolico”

 

ROBERTI: “CAMORRA DATO COSTITUTIVO”  – “La camorra è stata definita da me stesso come elemento costitutivo della società napoletana. Quella realtà non è mutata, la camorra come le altre mafie, sono parte integrante della società e sono un grande problema. Negarlo significa negarne l’evidenza”. E’ il commento alla vicenda del procuratore nazionale Antimafia, Antiterrorismo, Franco Roberti, che ha usato i medesimi termini nel corso dell’audizione in commissione Antimafia.
“Il contrasto alle mafie, a tutte le mafie – spiega il magistrato – ha sempre avuto un andamento emergenziale: le mafie sono state contrastate a mio avviso esclusivamente come problema di ordine pubblico solo nel momento in cui si riteneva che quella attività potesse attentare all’ordine pubblico e alle istituzioni”. “E’ avvenuto anche per la camorra e per la mafia siciliana: si è proseguito, anche dopo la strage di Capaci – prosegue – senza mai guardare in faccia alla realtà delle organizzazioni mafiose; non possiamo contrapporre una visione da paradiso terrestre di Napoli. Nessuno nega storia e arte di Napoli, ma se l’atteggiamento è consolatorio: se si dice che è solo la terra di Croce e Vico, dobbiamo riconoscere che a questa Napoli si contrappone quella camorrista che ancora domina in tante zone. Guardare in faccia la realtà è precondizione per poter articolare interventi per davvero operare un superamento”. ”Io stesso, quando dissi che la camorra era elemento costitutivo della società napoletana – conclude Roberti – intendevo dire che è parte integrante della società ed è un problema economico, politico e sociale oltre che criminale; è un dato che troviamo dall’ Unità d’ Italia a oggi”.

(Foto Ufficio Stampa Comune di Napoli/Fb)


 

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