Domani esequie alle 7,30: timori per la sicurezza a causa del contesto in cui è maturato l’omicidio del 17enne

NAPOLI – Se qualcuno chiedeva al quartiere di farsi avanti e parlare con gli inquirenti, allora il quartiere sta parlando. Sono diversi i testimoni che hanno riferito in Questura della pioggia di fuoco in piazza Sanità, sotto la quale ha perso la vita Genny Cesarano. Diversi ragazzi hanno descritto dell’arrivo di una decina di uomini in sella ad alcune moto, e di colpi sparati all’impazzata. Tutte le testimonianze concordano sul fatto che il 17enne sarebbe stato raggiunto per errore da uno dei tanti proiettili esplosi nel raid.  I risultati dell’autopsia chiariranno meglio la dinamica dell’accaduto. Intanto, il clima è teso nel rione, in vista dei funerali di domani mattina. Scongiurata l’ipotesi di vietare una celebrazione pubblica, come temeva la famiglia, sono però molto stringenti le prescrizioni della Questura.

La salma potrà lasciare l’obitorio e raggiungere la chiesa della Sanità dalle 7 alle 7.30 e se i funerali potranno svolgersi dalle  7.30 alle 8.30.  Orari dettati dal timore di rappresaglie che non riguardano il ragazzo o la sua famiglia ma il contesto in cui è maturato il fatto di sangue, in un’area scossa da venti di guerra criminale. Ragioni rese note dall’avvocato Marco Campora, legale dei Cesarano, che ribadisce il ruolo di “vittima innocente” del giovane, riconosciuto dagli stessi investigatori.

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