Sanità campana: in 300 davanti alla Regione contro i tagli alla psicoterapia di supporto

Presentato un elenco di proposte operative

Circa trecento persone hanno manifestato oggi davanti alla sede del governo regionale in via Santa Lucia per protestare contro i tagli e la sospensione delle attività  psicoterapia di supporto finora garantito dalle strutture accreditate. Presente anche una delegazione del Comitato Sanità Campana.  L’iniziativa di lotta è stata promossa  dal Comitato Psicologi della Riabilitazione. Una situazione drammatica per sistema sanitario campano. Sarebbe in corso il reclutamento presso le Asl campane, mediante procedure arbitrarie ed “imbarazzanti”, di Psicologi – Psicoterapeuti da destinare ai Servizi per l’età evolutiva e di riabilitazione; limitazioni nella prescrizione delle psicoterapie, ad opera dei medici prescrittori (neuropsichiatri infantili) delle Asl, obbligati da delibere interne ad anteporre logiche amministrative ed economiche a quelle più prettamente cliniche, con evidenti difficoltà per questi professionisti a svolgere serenamente il loro lavoro; totale disattesa di quanto prescritto nei Livelli essenziali di assistenza in merito alla cura psicologica per minori e famiglie.

Il Comitato chiede al Presidente Vincenzo De Luca il riconoscimento del diritto alla cura psicologica per i minori e le famiglie in stato di disagio, così come previsto dai nuovi Livelli essenziali di assistenza, anche all’interno dei Centri di Riabilitazione.

“Non è possibile immaginare che poche decine di psicologi internalizzati possano sostituire il lavoro di circa 300 professionisti che operano nei Centri (circa 50 mila prestazioni l’anno) raggiungendo e soddisfacendo i bisogni di cura dell’utenza, capillarmente su tutto il territorio campano- sottolinea il Comitato –  Inimmaginabile che il lavoro di psicoterapia individuale e sostegno familiare, costante lavoro di equipe con terapisti di logopedia, psicomotricità e terapia occupazionale, incontri costanti con la scuola, stesura di relazioni, contatti con gli operatori sociali, ripetuti incontri con i medici prescrittori, incontri di follow up possa continuare ad essere garantito a tutti quando già le sole liste di attesa per un primo incontro con il medico prescrittore prevedono tempi piuttosto lunghi”

In virtù dell’importante lavoro svolto dagli psicoterapeuti nei Centri di Riabilitazione, i manifestanti hanno chiesto la  valutazione dell’inserimento della psicoterapia nella Capacità Operativa Massima per le strutture sanitarie accreditate; l’attivazione di canali di reclutamento di Psicologi Psicoterapeuti per l’area riabilitativa e materno infantile, qualora si intenda rafforzare l’organico interno delle Asl, che tengano conto dell’esperienza maturata dai professionisti nel settore sanitario convenzionato; Adeguato riconoscimento dei titoli di lavoro prestato presso i centri di riabilitazione convenzionati. Questi, dal 2007, non  sono riconosciuti per l’inserimento in graduatoria per la specialistica ambulatoriale. Tale meccanismo ha fatto quindi retrocedere agli ultimi posti tutti gli psicologi/psicoterapeuti che operano nei contesti dei Centri di Riabilitazione nelle graduatorie della Psicologia e Psicoterapia Ambulatoriale, sorpassati da colleghi che a volte hanno prestato servizio per un progetto o una sostituzione all’interno di una Asl e a volte non hanno esperienza professionale e  curriculare nei settori della riabilitazione e della cura psicologica dell’infanzia e dell’adolescenza.

 

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