Rifiuti, caos in strada e smaltimenti sospetti nei Regi Lagni: “Blitz da Sma Campania”

Cumuli per le vie di Napoli e provincia, a causa degli stir saturi: attacchi al governatore De Luca. E l’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere, su acque reflue e scarti di lavorazione, tira in ballo la partecipata regionale, già interessata dall’inchiesta napoletana sugli appalti

La Campania sembra sull’orlo di un nuovo incubo rifiuti. Sono due i fronti: i cumuli in strada da giorni, tra Napoli e provincia, a causa degli stir saturi; l’inchiesta casertana sugli smaltimenti di acque reflue e scarti nei Regi Lagni, con nuovi sospetti lanciati su Sma Campania, la partecipata regionale decapitata da un’altra inchiesta della Procura di Napoli, relativa agli appalti dei fanghi da depurazione. Sull’emergenza, le opposizioni attaccano Palazzo Santa Lucia.

 

REGI LAGNI E SMA CAMPANIA. Sospetti e accuse vengono lanciate da Forza Italia. “Le ultime notizie sugli sviluppi delle indagini sulla Sma Campania – afferma il capogruppo regionale Armando Cesaro-, l’inquietante vicenda delle griglie dei Regi Lagni tra Marcianise e Gricignano, l’emergenza rifiuti alle porte connessa con il fermo programmato del termovalorizzatore di Acerra lungamente ignorato dal governo De Luca, così come il tentativo del governatore di scaricare oneri e responsabilità sui Comuni o l’ipotesi, la cui praticabilità è ancora tutta da dimostrare, di un eventuale quanto costosissimo trasferimento dei rifiuti campani oltre regione, consegnano all’opinione pubblica la cronaca di un disastro annunciato”. Secondo alcune fonti, nella mattinata di lunedì i carabinieri forestali di Caserta si sono presentati nella sede di Sma. I militari indagano su delega della procura di Santa Maria Capua Vetere per l’ipotesi di un illecito smaltimento attraverso il collettore del Consorzio Asi Caserta, nell’area industriale di Marcianise. Si tratta di acque reflue e scarti di lavorazione di aziende. Su ordine dei magistrati, i forestali hanno sequestrato d’urgenza il collettore Asi, in località Pozzo Bianco. Nell’indagine risultano indagati il presidente del Consorzio Asi Raffaella Pignetti  – che in una nota si dichiara estranea ai fatti – e i rappresentanti legali dell’aziende ritenute responsabili degli scarichi illeciti, ovvero il Tarì, centro orafo di Marcianise, e la Ifis spa. Secondo gli inquirenti, i liquidi sarebbero finiti n un canale superficiale e poi nei Regi Lagni, in assenza di autorizzazioni e di trattamento di depurazione. Nel canale, i campioni di acqua analizzati dall’Arpac, avrebbero rilevato valori alterati di escherichia coli, azoto nitroso e azoto ammoniacale. Il procuratore sammaritano Maria Antonietta Troncone, sottolinea che i vertici delle ditte, “cooperando colposamente tra di loro, per negligenza, imprudenza e imperizia, e in violazione del principio di precauzione e prevenzione, cagionavano con detta abusiva condotta anche la compromissione e un deterioramento significativo e misurabile delle acque del canale Saglianico”. Contestato anche l’illecito amministrativo di “responsabilità amministrativa degli Enti” per l’ingiusto profitto conseguito nel non chiedere la prevista autorizzazione ambientale per lo scarico aperto abusivamente. Alla Regione, Forza Italia comunica la richiesta di convocare ad horas la Commissione Ambiente, “per individuare, attraverso le più opportune audizioni, tutti gli strumenti utili a scongiurare un nuovo disastro ambientale”.

 

 

I RIFIUTI IN STRADA. Sulla crisi incipiente si fa sentire anche il M5S. La capogruppo regionale Maria Muscarà annuncia la proposta di una seduta straordinaria monotematica. “Nel pieno di un’emergenza spazzatura che sta travolgendo da settimane la città di Napoli e – dichiara – a meno di tre mesi da una crisi che coinvolgerà l’intero territorio regionale, effetto della chiusura dell’inceneritore di Acerra di cui gli uffici della Regione erano a conoscenza già da due anni, è giunto il momento che il governatore De Luca e il suo vice e assessore all’Ambiente Bonavitacola vengano in aula a riferire, una volta per tutte, le ragioni della mancata attuazione dei provvedimenti e delle misure previste dal piano e dalla legge regionale sui rifiuti licenziati nel 2016″. Muscarà accusa: “Ad oggi l’unica risposta della Regione è una patetica richiesta del governatore ai sindaci della Campania affinché individuino siti di stoccaggio provvisori. Un vergognoso scaricabarile sui Comuni per nascondere negligenze e incapacità all’origine del fallimento suo e della sua amministrazione nella gestione dei rifiuti. Fallimento che condivide con il suo predecessore Caldoro e che ancora oggi ci costa una multa da 120mila euro al giorno”. Un altro consigliere pentastellato, Vincenzo Viglione, sostiene che “col suo appello ai sindaci il governatore smentisce se stesso”. L’articolo 45 della legge 14 del 2016, il piano rifiuti della Campania, “stabilisce infatti l’esatto contrario, ovvero – dice Viglione – che la Regione si fa promotrice dell’attuazione di un programma straordinario articolato in cinque obiettivi, l’ultimo dei quali prevede proprio la bonifica e la riqualificazione ambientale dei siti compromessi dall’abbandono incontrollato di rifiuti e quelli utilizzati per lo stoccaggio di rifiuti”. E contro De Luca si scaglia anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: “Gli consiglio di fare più il presidente della Regione, se lo facesse staremmo meglio anche adesso quanto a rifiuti, oltre che a settembre”. Intanto, il primo cittadino di Torre del Greco, Giovanni Palomba annuncia ”un incontro tra più amministrazioni per provare ad individuare una strategia comune per fare fronte a questo momento, che sarà anche propedeutica all’altra emergenza alle porte, quella di settembre”. Ma il tempo scorre.

girobe

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