Riciclaggio clan Mallardo, sequestro da 40 mln: sigilli a hotel nella stazione di Napoli

Sequestrati lo Stelle Hotel di Napoli e l’hotel Sole di Verona, oltre a beni immobili, conti bancari e quote societarie

Oggetto di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, anche alcuni alberghi di Napoli e di Verona oltre ad alcune abitazioni che si trovano nelle province di Napoli, Caserta e Taranto. Beni immobili, conti bancari e quote societarie per un valore di circa 40 milioni sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza e dagli agenti della questura di Napoli nell’ambito di un’indagine sul clan Mallardo. Sigilli sono stati apposti anche allo Stelle Hotel, situato nella stazione centale di Napoli.Il gico della guardia di finanza di Napoli e la squadra mobile della questura partenopea hanno eseguito il provvedimento riguardante su un vastissimo patrimonio societario e immobiliare. Sigilli sono stati apposti anche all’hotel Sole di Verona, pure situato nella stazioni della città; alla società Crusado srl con sede presso il Tarì di Marcianise; alla gelateria Gelcom di Taranto. Sequestrate anche ville a Ischia e in Abruzzo, abitazioni tra le province di  Napoli, Caserta e Taranto, oltre a decine di conti correnti. Il provvedimento è relativo ad una rete di società collegate a Gaetano Esposito, ritenuto titolare di fatto di numerose imprese nel settore del commercio di preziosi e in quello immobiliare. Dalle indagini emergerebbero diversi episodi di riciclaggio di provviste del clan realizzati dagli Esposito, già raggiunti da provvedimenti cautelari, anche da componenti del gruppo imprenditoriale costituito da Santolo Cozzolino ed alcuni dei suoi stretti familiari, soci degli Esposito in diverse attività. Il decreto di sequestro è lo sviluppo delle indagini che, a fine anno scorso, portarono all’arresto di Gaetano Esposito, accusato del riciclaggio di ingenti somme del capoclan Francesco Mallardo. Durante le perquisizioni fu sequestrata la documentazione che, secondo gli inquirenti, riportava la contabilità “di comodo” di movimentazioni, non tutte tracciabili, tra gli Esposito e i Cozzolino, con provviste di denaro da decine di milioni di euro. Ulteriori approfondimenti dimostrerebbero la sproporzione tra i redditi dichiarati dal gruppo Cozzolino e i loro patrimoni. L’ipotesi investigativa alla base dell’inchiesta è di riciclaggio aggravato dalla finalità di agevolare il clan Mallardo.

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