Renzi a Capodimonte, selfie e attacchi a de Magistris: “Senza cartelli in città pochi visitatori”

Il premier al museo prima di andare a Pietrarsa per gli stati generali del turismo: “Ho pensato che fosse giusto tornare a Napoli. Le Istituzioni non hanno paura di chi tira sassi o sa solo urlare”

Ormai s’è capito che cambia sempre programma. Per motivi di sicurezza o forse solo perché gli piace spiazzare. Intanto sul tetto di un edificio adiacente spuntano due cecchini. Renzi arriva a Pietrarsa dopo un fuori programma al museo di Capodimonte, scelto come archetipo per la sua tirata sul “racconto” delle meraviglie d’Italia. Che ovviamente è da cambiare anche quello, per far decollare il turismo. “Stamattina ho fatto una passeggiata a Capodimonte. Non c’ero mai stato, colpa mia, ma se ci vanno 140mila persone l’anno significa che qualcosa non funziona. Capodimonte è un luogo strepitoso, impressionante”. Quando spiega cosa serve, elenca “il mettere meglio le opere, la caffetteria, il ristorante”. Tuttavia “se vogliamo fare un’operazione sul turismo ci vogliono i cartelli per strada che spiegano che quella realtà è tra le più belle, per indirizzare i turisti e per raccontare questo patrimonio straordinario. Ti devi sentire in colpa se vai a Napoli e non vai al museo di Capodimonte”. E in quel richiamo ai cartelli qualcuno vede una stilettata al sindaco de Magistris, col quale il duello è quotidiano. Per Renzi bisogna riscoprire cosa accadeva con il Grand Tour quando “si arrivava preparati” e con una “formazione culturale” in Italia. Terminata tra i soliti selfie coi partecipanti la visita al museo nazionale ferroviario, per gli Stati generali del turismo, sui social Renzi riassume la giornata. “Dopo le proteste organizzate contro la visita di Bagnoli lo scorso mercoledì – premette – ho pensato che fosse giusto tornare a Napoli. Le Istituzioni non hanno paura di chi tira sassi o sa solo urlare. Sono stato col Ministro della Cultura in un uno dei luoghi statali più belli di questa città, il museo Capodimonte. Posto pazzesco, per la collezione, per il bosco, per la bellezza. Ho approfittato per improvvisare una bella chiacchierata con un centinaio di napoletani che si godevano il parco, discutendo di tutto: pensioni, Pompei, infrastrutture, disoccupazione, legalità, Bagnoli, fondi europei, scuola”.”Discutere di problemi reali aggiunge il premier – concreti, senza il filtro delle realtà organizzate mi piaceva da morire anche quando ero sindaco, a maggior ragione oggi. Dunque – conclude – grazie ai cittadini di Napoli che hanno condiviso dubbi, speranze e critiche. Sul Museo, intanto, abbiamo pronto il piano d’azione col nuovo Direttore. Finalmente si torna a investire nella cultura e nei luoghi che ci danno orgoglio”.

Gianmaria Roberti

(ph francesco bassini ©ildesk)

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest