Regione, c’è la legge taglia-stipendi: ma in 2 anni nessuno rende nulla

La norma voluta da De Luca per rispondere alle campagne anti casta: prevede la rinuncia facoltativa a parte dell’indennità, per consiglieri e componenti di giunta. La denuncia di Ciarambino (M5S): “Un bluff del governatore, in bilancio neppure è previsto l’apposito capitolo”

In risposta alle campagne anti casta, 2 anni fa il governatore Vincenzo De Luca fece approvare la legge regionale taglia-stipendi. La norma prevede la rinuncia facoltativa a parte dell’indennità, per consiglieri, assessori e lo stesso presidente della Regione. Avete capito bene: facoltativa. A due anni di distanza, quante rinunce pensate si contino? Zero, e qualche sospetto poteva venire dall’inizio. La denuncia arriva dal gruppo del M5S. “Nello scorso mese di aprile, a un nostro question time l’allora assessore D’Alessio ci rispose in aula che nessuno mai, a partire dallo stesso De Luca, aveva ancora destinato neppure un centesimo – dichiara la consigliera Valeria Ciarambino nel corso della puntata odierna di “Mattina 9” su Canale 9-. Oggi, a quasi 25 mesi di distanza, abbiamo scoperto che si trattava di un vero e proprio bluff che serviva a De Luca per sbandierare quella legge come uno dei tanti slogan della sua eterna campagna elettorale. Non solo, infatti, ad oggi nessuno, dai consiglieri di maggioranza, ai componenti della giunta, allo stesso governatore, non si è tagliato un euro del suo stipendio, ma che non esiste neppure alcuna procedura di attuazione. Dunque, se qualcuno volesse destinare parte del proprio stipendio approfittando di quella legge, scoprirebbe che non può farlo in quanto non è mai stato istituito alcun capitolo di bilancio su cui far confluire gli importi”.
“L’assurdo – aggiunge Ciarambino – è che De Luca, oltre a promozionare una legge che di fatto è come se non esistesse, continua ad attaccare noi consiglieri regionali M5S, sostenendo che non ci siamo mai tagliati lo stipendio. A questo autentico bugiardo ricordiamo che siamo gli unici ad essersi tagliati lo stipendio e che in tre anni e mezzo abbiamo accantonato la somma di 610mila euro. Di questi, 268mila euro li abbiamo destinati al bando Facciamo Scuola, attraverso il quale abbiamo finanziato 27 progetti di altrettante scuole, 106mila euro per il ripristino dei laboratori dell’istituto Rampone di Benevento, danneggiato dall’alluvione, 33mila euro per acquistare un ecografo e due concentratori di ossigeno donati all’ospedale Loreto Mare, grazie ai quali sono state e continueranno a essere salvate vite umane. Veri provvedimenti di politiche sociali, nulla a che vedere con quella leggina a cui non crede neppure lo stesso De Luca, se è vero che non si è tagliato un centesimo né si è preoccupato che fosse resa attuativa una legge pensata solo per farne un annuncio da campagna elettorale”.

 

LA CONFERMA DELL’ASSESSORATO. Sulla vicenda c’è una nota dell’assessorato al bilancio della Regione. “In merito alla Legge regionale n.3 del 20 gennaio 2017 (rinuncia facoltativa dell’intero o di parte dello stipendio di consiglieri e assessori), si conferma che – afferma la nota – nessuna richiesta in tal senso è giunta finora da parte di consiglieri regionali, né di maggioranza né di minoranza. Ovvero nessuno, neanche chi confonde la facoltà che offre la norma con la personale solidarietà, ha tagliato il proprio stipendio per destinarlo alle Politiche Sociali, come previsto. In ogni caso non occorreva e non occorre, visto che la legislatura è ancora in corso, l’istituzione preventiva di uno specifico capitolo di spesa. L’attivazione dello stesso è contestuale alla richiesta, che nel caso dei consiglieri va presentata agli uffici del Consiglio Regionale. I quali provvedono ai dovuti adempimenti contabili per garantire la destinazione dei risparmi alle Politiche Sociali”.

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