Secondo i dati diffusi dai promotori, solo lo 0,62% delle trasmissioni giornalistiche Rai ha trattato l’argomento referendum, un livello giudicato “inaccettabile” ll governo sostiene l’astensionismo e nei fatti ostacola la democrazia informativa
Si è svolto questa mattina un presidio davanti alla sede Rai di Napoli per chiedere maggiore spazio e informazione sui referendum del prossimo 8 e 9 giugno, promossi per modificare le attuali norme sul lavoro e sui diritti. L’iniziativa, in contemporanea in diverse città italiane, ha visto la partecipazione di sindacati e comitati referendari che denunciano l’oscuramento del servizio radiotelevisivo pubblico.
“Votare è un dovere civico – ha dichiarato Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania – ed è fondamentale che i cittadini siano informati su come, quando e dove votare. La Rai non deve dire come votare, ma ha il dovere di garantire una corretta e plurale informazione”.
Nel pomeriggio, Ricci è intervenuto anche all’assemblea del Partito Democratico Napoli, convocata sul tema dei referendum e svoltasi al Ramada Hotel. In quella sede ha ribadito l’importanza di cambiare leggi che hanno generato profonde disuguaglianze nel mondo del lavoro.
“Oggi due lavoratori della stessa azienda possono essere trattati in modo totalmente diverso a seconda della data di assunzione – ha spiegato Ricci –. Se licenziati illegittimamente, uno potrà essere reintegrato, l’altro no. Questa è la precarietà che vogliamo combattere”.
I quesiti referendari riguardano la cancellazione delle modifiche peggiorative sulle tutele contro i licenziamenti illegittimi, la riduzione dei contratti a termine, la corresponsabilità negli appalti pubblici e il diritto alla cittadinanza. Temi concreti, sottolinea la Cgil, che incidono direttamente sulla vita quotidiana di milioni di lavoratori e lavoratrici.
Secondo i dati diffusi dai promotori, solo lo 0,62% delle trasmissioni giornalistiche Rai ha trattato l’argomento referendum, un livello giudicato “inaccettabile”. Non si favorisce la partecipazione. Il governo sostiene l’astensionismo e nei fatti ostacola la democrazia informativa.
La denuncia si allarga anche al ruolo della commissione di Vigilanza Rai, “bloccata su nomine e senza alcun passo avanti”, mentre cresce la preoccupazione per un’informazione considerata sempre più schierata. “Oggi la Rai è diventata ‘Tele Meloni’. Non possiamo accettare che una rete pubblica non garantisca la pluralità delle opinioni”, ha concluso Lacarra.
Il presidio ha voluto accendere i riflettori su un referendum ignorato dai media, ma che potrebbe segnare un passaggio cruciale nella riforma delle tutele sul lavoro in Italia. L’obiettivo dei promotori è chiaro: raggiungere il quorum di 24 milioni di votanti, dando voce a chi oggi si sente escluso
Intanto proseguono le iniziative referendarie in tutta la provincia di Napoli promosse da partiti e dalle categorie della Cgil.
Domani, martedì 20 maggio alle 17.30 all’hotel Sakura di Torre del Greco iniziativa della Filctem Cgil Napoli e Campania con la segretaria generale Lella Messina, il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci e il segretario generale Filctem Cgil nazionale, Marco Falcinelli. A seguire l’intervento di Rosalia Porcaro.
Mercoledì 21 maggio alle 15:30 nella cavea di piazza Garibaldi, iniziativa della Filcams Cgil Napoli e Campania con Roberto Fico, i parlamentari del Pd e Avs, Arturo Scotto e Franco Mari, l’assessore allo Sport del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante, il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, la segretaria generale Filcams Cgil Napoli e Campania, Luana Di Tuoro e il segretario Filcams Cgil nazionale, Marco Beretta, Omar Suleiman della Comunità Palestinese di Napoli, Fatima Oauzri del centro interculturale Officine Gomitoli, Mariano Di Palma coreferente regionale di Libera e Patrizia Palumbo di Dream Team.
Red
