La Corte di Appello di Napoli, basandosi su una serie di presupposti, gli ha revocato i domiciliari
L’europarlamentare Andrea Cozzolino, indagato dalla procura federale belga nell’ambito del cosiddetto Qatargate, grazie a un accordo tra gli inquirenti e i suoi legali, lunedì prossimo sarà spontaneamente a Bruxelles per essere interrogato.
Fa un passo in avanti l’inchiesta che ha coinvolto l’eurodeputato italiano accusato di corruzione internazionale, ipotesi che ha spinto l’autorità giudiziaria a emettere nei suoi confronti un mandato di arresto europeo.
Per consentire all’indagato di conferire con i suoi accusatori la Corte di Appello di Napoli, basandosi su una serie di presupposti, gli ha revocato i domiciliari a cui venne sottoposto lo scorso 11 febbraio. Arresti emessi per prevenire il pericolo di fuga che però, in questi quattro mesi, Cozzolino non ha mai manifestato la volontà di violare.
L’europarlamentare, viene sottolineato nell’ordinanza dalla Corte di Appello di Napoli, avrebbe “scarso interesse a non presentarsi in Belgio a piede libero”. Inoltre la sua “effettiva volontà e buona fede” sono riscontrabili nella sua rinuncia al ricorso per Cassazione che determina “l’irrevocabilità della sentenza di consegna” in Belgio.
Cozzolino, riferiscono i suoi avvocati Dezio Ferraro e Federico Conte, insieme con il professore Raffaele Bifulco, “si recherà ora a Bruxelles da uomo libero, per rendere interrogatorio e restare a disposizione dell’autorità giudiziaria”.
Un mese fa la Corte di Appello ha accolto l’istanza di estradizione della procura belga e, contro questa decisione, i legali di Cozzolino hanno annunciato ricorso in Cassazione.
L’istanza si basava, tra l’altro, sulla circostanza che, per i legali, il mandato di arresto europeo era stato emesso malgrado l’indagine si trovasse ancora in fase investigativa.
Nel ricorso veniva evidenziato anche che lo stato di salute di Andrea Cozzolino, sofferente per problemi cardiaci, era da ritenere incompatibile con il sistema carcerario belga. Gli avvocati avevano anche evidenziato che, nell’indagine, erano stati coinvolti elementi ritenuti riconducibili ai servizi segreti.
Per la procura belga Cozzolino, dal primo gennaio 2018 al 15 luglio 2022, in qualità di componente del Parlamento Europeo, presidente dal 2019 della Delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb e co-presidente della Commissione Parlamentare Congiunta Euro-Marocchina, nonchè nella veste di componente della commissione speciale Pegasus, in concorso e in associazione con altri avrebbe “indebitamente ricevuto, per conto del governo del Marocco, verosimilmente da tale Atomun, denaro per esercitare le sue funzioni parlamentari europee in modo da favorire gli interessi del Marocco all’interno del Parlamento Europeo”.
