Preti pedofili, vittime protestano davanti al duomo di Napoli

L’iniziativa della rete L’Abuso contro i silenzi nella Chiesa. Accuse al cardinale Sepe di proteggere un sacerdote, la curia replica: “Quel caso è stato riaperto”

Protesta contro i presunti abusi dei preti e i silenzi nella Chiesa. A inscenare il sit-in sul sagrato del duomo di Napoli, ieri e oggi, sono le vittime di pedofilia. Volantinano tra fedeli e turisti, con le maschere di Anonymous a celarne i volti. Assistiti dalla rete L’Abuso, Diego Esposito e la moglie, Giuseppe Scognamiglio (nomi di fantasia) accusano l’arcivescovo Crescenzio Sepe: “Perché lui e la Curia di Napoli continuano a proteggere don Silverio Mura?”. Il sacerdote è al centro di una vicenda denunciata dal programma Le Iene, ma prescritta penalmente. La Curia di Napoli, però, informa che il caso non è stato insabbiato. “Circa presunti casi di pedofilia, dei quali è stata fatta denuncia in danno di un sacerdote della Diocesi di Napoli (padre Mura, ndr) , si fa presente – afferma una nota – che già lo scorso anno dalla Cancelleria diocesana venne precisato che la Congregazione Dottrina della Fede, alla quale la Diocesi di Napoli aveva rimesso tutta la documentazione relativa alla istruttoria fatta in loco, “nel 2016 riteneva non essere emersi gli elementi sufficienti per avviare un processo penale a carico” del sacerdote in questione». «All’inizio di quest’anno, dopo denuncia fatta da altra persona direttamente alla Santa Sede – aggiunge – il Santo Padre ha deciso la riapertura del caso, incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti, per cui, poco prima della Pasqua, alla Diocesi di Napoli è stato affidato il compito di effettuare l’indagine previa, che il Cardinale Arcivescovo ha immediatamente avviata ed è, quindi, in atto. Una volta completata tale indagine, verrà tutto rimesso, per competenza, alla stessa Congregazione Dottrina della Fede per le valutazioni e determinazioni”. Don Mura è accusato di abusi da Diego Esposito, suo alunno 13enne in una scuola di Ponticelli quasi 30 anni fa. Il prete è stato visto, di recente, a Montù Beccaria, in provincia di Pavia. “Non ha nessuna restrizione – sostengono i manifestanti – tant’è che fa catechismo a 40 minorenni oltre a svolgere tutte le attività parrocchiali a contatto con i ragazzi”. Ma al presidio non si respira furore anticlericale. «Siamo credenti – precisano le vittime – vogliamo che la chiesa faccia pulizia al suo interno”.

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