Chiesta una strategia unica per la prevenzione incendi e la tutela del territorio
Una delegazione di Potere al Popolo! Torre del Greco e Alternativa Civica Popolare ha incontrato il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e sindaco di Trecase, Raffaele De Luca, e la direttrice del Parco, Paola Conti. L’incontro, richiesto dalle due realtà politiche, rientra nell’attività di controllo civico che il movimento afferma di portare avanti da anni sul territorio vesuviano con l’obiettivo di ottenere chiarimenti sulla gestione dell’Ente.
Nel lungo comunicato diffuso al termine del confronto, gli esponenti di Potere al Popolo sostengono che il dialogo abbia confermato criticità ormai strutturali nella gestione del Parco.
«L’Ente Parco si ritrova a gestire una situazione segnata da anni di disinvestimento, logiche di “costo zero”, abbandono e frammentazione delle competenze necessarie alla salvaguardia e alla prevenzione», scrivono.
Secondo il movimento, negli anni la manutenzione del territorio sarebbe stata progressivamente sacrificata, privilegiando interventi emergenziali rispetto alla programmazione ordinaria. «La tutela del Vesuvio diventa quindi una serie di questioni affrontate a pezzi, con strumenti parziali e insufficienti, mentre ai territori servirebbe una strategia pubblica continuativa, comprensibile per i cittadini e verificabile negli effetti», affermano nel documento.
Tra le richieste avanzate figura una maggiore trasparenza sul Piano Antincendio Boschivo e sul Piano di Gestione Forestale. Potere al Popolo chiede che tali strumenti siano messi a disposizione dei cittadini in modo chiaro, indicando gli interventi effettivamente realizzati, le aree ancora esposte ai rischi e gli enti competenti.
Durante l’incontro, spiegano gli attivisti, è stato affrontato anche il tema della carenza di personale dedicato alla lotta agli incendi. «Ad oggi esistono appena dodici DOS (Direttori delle Operazioni di Spegnimento) per tredici comuni del Parco», riferiscono, sottolineando che nel 2025 questa figura sarebbe stata completamente assente.
Pur riconoscendo l’importanza del volontariato, Potere al Popolo ritiene necessario un rafforzamento della presenza pubblica. «La tutela di un Parco Nazionale deve beneficiare di una regia pubblica forte e centralizzata, soprattutto quando a soggetti esterni e volontari vengono affidate funzioni decisive come il coordinamento da remoto dei velivoli antincendio», sostengono.
Un altro punto affrontato riguarda le linee tagliafuoco. Secondo quanto riferito durante il confronto, in diversi casi questa funzione verrebbe svolta dai sentieri già esistenti. Una soluzione che il movimento considera insufficiente.
«Un sentiero largo pochi metri può aiutare in condizioni favorevoli, ma nelle pinete il fuoco può propagarsi anche attraverso le chiome degli alberi», osservano gli esponenti di Potere al Popolo.
Il comunicato richiama inoltre l’attenzione sul problema dei terreni privati ricadenti nell’area del Parco, spesso lasciati in stato di abbandono. Per questo il movimento propone un censimento unico dei terreni da parte dei tredici comuni vesuviani, accompagnato da controlli e provvedimenti nei confronti dei proprietari inadempienti.
«Al censimento devono seguire sanzioni, diffide e, nei casi più gravi, confische per chi mantiene i fondi in condizioni tali da aggravare il rischio incendi», scrivono.
Gli attivisti denunciano inoltre la presenza di numerose aree trasformate negli anni in discariche abusive e collegano questa situazione a un modello di gestione che, a loro giudizio, continua a investire poco sulla prevenzione.
«Ogni estate il sistema si prepara a spegnere il fuoco, mentre dovrebbe impedire alle fiamme di trovare un terreno pronto a bruciare», sostengono.
In conclusione, Potere al Popolo annuncia che continuerà a partecipare ai tavoli tecnici ai quali è stata invitata dal presidente De Luca e dalla direttrice Conti, chiedendo che ogni fase del lavoro venga resa pubblica. «Il Parco può essere una risorsa enorme per l’agricoltura vesuviana, per la produzione vinicola e per un’economia locale capace di rispettare e tutelare il territorio. Per questo continueremo a esercitare il controllo popolare affinché la tutela del Vesuvio diventi una battaglia collettiva», concludono nel comunicato.
Ciro Crescentini

