Restano gravi le condizioni di Nicola Barbato, il poliziotto della squadra mobile di Napoli vittima dell’agguato in via Leopardi

NAPOLI – Di nuovo sotto i ferri Nicola Barbato (nella foto), il poliziotto ferito ieri a Fuorigrotta da spari di alcuni malviventi. Durante un delicato intervento all’ospedale Loreto Mare, i sanitari hanno estratto dalla giugulare del paziente una delle pallottole. Sul fronte delle indagini, continua la caccia a L.R., indiziato di aver aperto il fuoco e fuggito a bordo di una Daewoo Matiz, ritrovata nel Sannio, come riferisce metropolisweb.it.

 

STABILE MA GRAVISSIMO – Le condizioni del poliziotto sono stabili ma gravissime. Almeno un proiettile l’ha ferito alla nuca ed è poi fuoriuscito da una spalla provocando una serie di lesioni. Dopo essere stato sottoposto a risonanza magnetica in una struttura extraospedaliera, è stato ritrasfertio nel reparto di Rianimazione del Loreto Mare. Nel tardo pomeriggio è giunto in visitail capo della Polizia, Alessandro Pansa, accompagnato dal questore di Napoli, Guido Marino, e dal prefetto Gerarda Maria Pantalone.

 

LE INDAGINI: FORSE ERRORE DI PERSONA – I due poliziotti investiti da una pioggia di proiettili, tra cui Barbato, erano appostati all’esterno di un negozio di giocattoli in via Leopardi per tenerlo sotto controllo dopo una denuncia presentata dall’associazione antiracket. Sarebbero però stati scambiati per esponenti di un clan rivale e quindi diventati bersaglio dei criminali. Gli investigatori valutano l’ipotesi che i colpi sparati dall’estorsore sarebbero stati esplosi nell’abitacolo dell’auto civetta. Un video, molto breve, farebbe emergere che il malvivente, dopo essere uscito dal negozio, sarebbe entrato nell’auto. Dopo pochi secondi avrebbe aperto il fuoco. A sostegno dell’ipotesi il ritrovamento di vetri in frantumi all’esterno dell’auto e di fori di proiettili in uscita dalla vettura. Secondo altre indiscrezioni non confermate, i due agenti per fermare i presunti estorsori avrebbero finto di essere commessi dell’attività commerciale. I poliziotti in borghese si sarebbero poi messi in macchina dopo la chiusura del negozio e L.R., l’uomo che avrebbe premuto il grilletto, sarebbe salito dietro per minacciare i due dal sedile posteriore e indurre il titolare del negozio a pagare la tangente.

 

CATENA UMANA – Domani alle 10 la Fai, Federazione antiracket, ha organizzato una catena umana davanti la Questura, in via Medina, “a sostegno dello straordinario lavoro della Polizia di Stato e di tutte le Forze dell’ordine e come sentito atto di affetto nei confronti del poliziotto e dei suoi familiari”. Il referente campano Tano Grasso afferma che “l’episodio accaduto a Fuorigrotta che vede un poliziotto della Squadra Mobile in pericolo di vita è un fatto gravissimo che ci coinvolge direttamente. La pattuglia dei poliziotti era in servizio a seguito della denuncia di un commerciante del nostro movimento anti-racket che già in altre occasioni aveva collaborato con la Squadra mobile di Napoli”. Anche Sos Impresa-Rete per la legalità esprime la massima solidarietà al poliziotto ferito, al Questore e ai suoi uomini e impegna tutti i propri aderenti ad aumentare “il livello di collaborazione con le forze dell’ordine  – affermano Anna Ferrara, presidente della sezione napoletana e Luigi Cuomo, presidente nazionale – e le persone oneste per arginare la recrudescenza criminale in città e nella Regione”.

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