Piazza Matteotti, la rimozione della scritta del palazzo Anmig scatena la protesta

Dopo la caduta della lettera T doveva essere messo in sicurezza il manufatto dell’epoca fascista, ma si stava procedendo con la rimozione totale

Come di consueto, il tam tam parte da Facebook: questa volta riguarda la protesta di alcuni cittadini che hanno assistito nelle prime ore del mattino alla rimozione delle lettere che formano la scritta del palazzo costruito fra il 1938 e il 1940 attualmente sede dell’Anmig che si affaccia su piazza Matteotti e da dove, all’inizio della scorsa settimana, si era staccata un carattere, caduto a terra mettendo a rischio la tutela dei passanti.

Dopo avere impedito il transito in quella parte di strada, angolo fra via Diaz e via Guantai nuovi, è stata prevista la messa in sicurezza di ciò che rimaneva della grande scritta fatta di lettere in cemento e mattoni  che sono trattenuti da una sorta di scheletro in ferro ricoperto da un profilo in lamiera.

A quanto hanno denunciato i cittadini però, come si legge, le lettere sono state rimosse con un martello pneumatico mentre era prevista la conservazione del manufatto.

Avvisato l’ufficio della Sovraintendenza, che – dicono – ha dichiarato ai denuncianti di non avere autorizzato i lavori che sono stati temporaneamente sospesi.

Nel corso della mattinata, la situazione è andata via via chiarendosi: a quanto pare, l’ente proprietario dell’immobile aveva avanzato richiesta di procedere con i lavori che aveva iniziato senza aspettare il parere della Soprintendenza.

Soprintendenza che, una volta venuta a conoscenza di quanto stava accadendo ha bloccato i lavori e imposto un progetto di recupero.

(Foto Carmine Romano/Fb)

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