Gli indagati avrebbero obbligato un architetto a vendergli i beni con minacce

NAPOLI – Un vortice inarrestabile. Una sequela di richieste con ricatti e minacce, secondo gli inquirenti, ai quali hanno posto fine i Carabinieri della Stazione di Pianura, che hanno arrestato con le accuse di usura ed estorsione Francesco Quaranta, 69 anni, noto alle forze dell’ordine e il nipote, Francesco, 22enne. Per concorso nel reato è stata denunciata anche una russa 47enne. La presunta vittima un professionista napoletano in serie difficoltà economiche, che nel 2011 si sarebbe rivolto a Quaranta per un prestito di 30.000 euro, ma poi sarebbe rimasto invischiato nella tela usuraria, tanto da essere costretto a cedere denaro e beni immobili per un valore più di cinque volte superiore al debito contratto.
A Quaranta non era bastato: tant’è che all’inizio di quest’anno per asseriti ulteriori “interessi maturati nel tempo” aveva cominciato a pretendere 500 euro al mese.
Per i militari il 69enne si era reso responsabile di usura ai danni del professionista, un architetto 36enne, che a fronte del prestito iniziale era stato costretto con minacce fisiche e verbali a corrispondere denaro per 10.000 euro e a cedere un appartamento e un box auto del valore di circa 150.000 euro.
A partire dai primi di marzo, inoltre, con il supporto del nipote e della 47enne, il 69enne avrebbe ripreso a chiedere ulteriori pagamenti: interessi maturati dal prestito iniziale, 500 euro al mese per tutto il 2015.
Gli indagati sono stati bloccati sulla pubblica via, nel corso di un incontro concordato con la vittima per il pagamento di una “rata”.
Gli arrestati sono stati tradotti nella Casa Circondariale di Poggioreale

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