Piano Anm, sindacati freddi. Comune contro Regione: “Mancano soldi”

Presentato il documento “lacrime e sangue”, consegnato ieri in tribunale. De Magistris: “A Pasqua l’azienda era a un centimetro dal baratro, oggi possiamo salvarla e rilanciarla, non lo credevo possibile”. Le sigle confederali: “Le parole del sindaco non fugano le incertezze”. L’assessore Calabrese: “Da Palazzo Santa Lucia 20 milioni in meno, se fossero arrivati non saremmo in questa situazione”

Il piano concordatario della Anm è grande 500 pagine, più altre 500 di allegati, ed è stato consegnato ieri in tribunale per raggiungere l’obiettivo di salvare l’azienda di trasporti napoletana.  “Se il piano venisse accettato, partirà una fase nuova, quella dell’Anm 2.0” afferma Mario Calabrese, assessore comunale alle Infrastrutture, durante la presentazione a Palazzo San Giacomo. In tribunale è stato depositato un faldone con oltre 4000 dati e altrettante proposte per rilanciare l’azienda. Ma Calabrese torna ad attaccare la Regione, con la quale il Comune ha conti eternamente in sospeso. “Se la città di Napoli avesse avuto dalla Regione Campania le risorse previste nel piano stilato nel 2013 di riprogrammazione del trasporto pubblico – sostiene l’assessore -, forse oggi non ci troveremmo ad affrontare questa situazione di Anm”. Secondo l’esponente della giunta, ai 58 milioni che la Regione trasferisce al Comune mancano ulteriori 20 milioni circa, perché il piano di riparto prevedeva che su un monte complessivo per il territorio regionale di 600 milioni, alla città di Napoli dovesse andare il 12 per cento mentre l’ultima delibera regionale stanzia per Napoli solo l’8% del totale. L’amministrazione comunale ha deciso di ricorrere al Tar, dal quale si attende una pronuncia.

 

Appare invece ottimista il sindaco Luigi de Magistris.  “Prima di Pasqua – dice il primo cittadino – eravamo a un centimetro dal baratro, ora abbiamo un piano che consente di salvare e rilanciare l’azienda di trasporto pubblico della nostra città”. “Qualora il Tribunale condividesse il percorso – aggiunge – avremo tutte le condizioni per avere, dopo l’estate, un servizio più efficiente”. De Magistris confessa: si tratta di “un risultato che a un certo punto non credevo più raggiungibile. Questo è un piano che consente di salvare e di rilanciare l’azienda, ci sono tutte le condizioni per arrivare alla parità di bilancio e per dare tranquillità ai lavoratori. Ci sono anche azioni dure, perché non è più tempo delle sacche di inefficienza, non è più tempo di consentire un’evasione alta. Se le cose andranno come devono andare, potremo dire da qui a qualche tempo che Napoli dimostra che il pubblico si può fare in modo efficace”.  L’amministratore unico Anm, Nicola Pascale, si sofferma sui dettagli del piano “lacrime e sangue”. “Sul personale – spiega Pascale -, occorre garantire delle uscite entro il 2019 perché il costo del personale incide per il 70%. E bisogna incidere sui ricavi, recuperato l’evasione dal trasporto pubblico locale e dalla sosta. Entro la fine del 2018, inoltre, il parco mezzi sarà rinnovato di 1/3 se il tribunale lo autorizzerà, cosi’ da mandare definitivamente in pensione i mezzi euro 0 ed euro 1. Non cambiamo tutta la flotta ma mettiamo in campo uno sforzo significativo”.

 

SINDACATI: “PAROLE DEL SINDACO NON FUGANO DUBBI” – “Le dichiarazioni del sindaco di Napoli Luigi de Magistris sul piano concordatario dell’Anm non fugano il clima di incertezza in merito al futuro dell’azienda e dei lavoratori. Occorre passare dagli annunci agli atti concreti”. Così commenta il piano una nota congiunta delle segreterie regionali campane di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti. Le sigle sindacali ribadiscono la disponibilità a confrontarsi “fin da subito, in piena coerenza con il percorso di responsabilità che ha sempre caratterizzato l’azione delle scriventi e che nel recente passato ci ha già visti sottoscrivere accordi non sempre rispettati dalla contraparte”.

(Foto/Video Ufficio stampa Comune di Napoli)


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