Il guardasigilli Orlando avvia accertamenti sul caso della donna assassinata a Terzigno: l’ex compagno fu arrestato e scarcerato dal Riesame, oggi è accusato dell’agguato

ROMA – “Nei limiti dei poteri previsti, ho investitola la competente articolazione del ministero dell’avvio accertamenti ispettivi e seguirò esiti accertamenti in corso”. Il guardasigilli Orlando risponde a un’interrogazione sul caso dell’omicidio di Vincenza Avino a Terzigno, per il quale è accusato l’ex compagno Nunzio Annunziata. L’uomo era stato arrestato per stalking ma era tornato in libertà. A presentare l’interrogazione è Mara Carfagna, che ha chiesto se il ministro intenda “attivare i proprio poteri ispettivi per fare chiarezza sulla scarcerazione del killer”. Annunziata fu arrestato il 10 luglio scorso, in seguito posto ai domiciliari e dopo 13 giorni tornò a piede libero su disposizione del Riesame con l’obbligo di non avvicinarsi alla donna. Il caso ripropone il tema della carcerazione preventiva, un crinale scivoloso sul quale il governo Renzi sterza sempre più in senso garantista. La giustificazione sono i richiami dell’Europa sulle violazioni ai diritti umani per il sovraffollamento carcerario. Ma proprio l’ultima legge svuota carceri aveva innescato gli allarmi dei vertici della magistratura associata. La stessa Carfagna aveva evocato il rischio concreto che la norma, sancendo il divieto di custodia cautelare per reati di cui si prevede pena non superiore a 3 anni, mettesse fuori dalle celle anche gli stalker. “Nel caso di Vincenza Avino – afferma Orlando – la misura cautelare si è rivelata ex post inidonea alla tutela della vittima. Il ministero non ha alcun potere di sindacato sull’esercizio della discrezionalità giurisdizionale al di fuori dell’ipotesi della violazione di legge o di abnormità. Nei limiti delle prerogative riconosciute dall’ordinamento, di conseguenza, ho investito la competente articolazione del ministero dell’avvio degli accertamenti ispettivi”. Dall’esecutivo sono sempre state respinte le critiche alla svuota carceri, rammentando le clausole di esclusione della disciplina nei casi di reati di maggior allarme sociale. Ma proprio i giudici partenopei del Riesame, di fronte alla vicenda Avino, avevano ricordato di aver applicato le leggi in vigore.

 

 

 

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