Napoli, Whirlpool conferma i licenziamenti: operai presi in giro da Conte, Di Maio e de Magistris

Il primo cittadino partenopeo aveva promesso un centro di produzione collettiva di lavatrici

La multinazionale Whirlpool conferma che avvierà dal primo luglio la procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori dello stabilimento di Napoli, ma si dice disponibile a supportare il processo di reindustrializzazione, sostenendo l’eventuale acquirente. Lo si apprende da fonti presenti al tavolo in corso al Ministero dello Sviluppo, presieduto dalla vice ministra Alessandra Todde e al quale partecipano le organizzazioni sindacali, l’azienda, la Regione Campania, il Comune di Napoli, Invitalia, il ministero del Lavoro.

L’addio di Whirlpool a Napoli è il segno bruciante del fallimento dell’azione politica del M5s. L’attuale ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un post pubblicato su Facebook il 30 ottobre del 2018 scriveva da capo del Mise: “Whirlpool non licenzierà nessuno e, anzi, riporterà in Italia parte della sua produzione che aveva spostato in Polonia. Questo è il frutto di una lunga contrattazione che siamo riusciti a chiudere al ministero dello Sviluppo Economico. Sono quindi orgoglioso di dire che ce l’abbiamo fatta: stiamo riportando lavoro in Italia!”.

Per di più, pochi giorni prima, il 25 ottobre, lo stesso Di Maio annunciava sempre sul social: “Si è chiuso il tavolo che vedeva coinvolta l’azienda Whirlpool e siamo riusciti ad ottenere zero esuberi e un ritorno delle produzioni dalla Polonia all’Italia”.

Un risultato, questo, che il M5s aveva sbandierato come un grande successo. E invece tre anni dopo, quel trionfo troppo presto annunciato si è trasformato in sconfitta. Nonostante i tavoli aperti e le serrate trattative tra i protagonisti della vicenda.

Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris si è distinto per le balle e la demagogia. Significativa la dichiarazione rilasciata dal primo cittadino partenopeo qualche anno fa: “Sulla vicenda Whirlpool il presidente del Consiglio deve ricevere la città rappresentata dal suo Sindaco che si fa portavoce delle istanze dei lavoratori di una fabbrica che chiude per scelta, non per necessità, tant’è che lasciano aperti gli stabilimenti del centro-Nord. Noi faremo sentire la nostra voce e in caso di chiusura faremo un centro produzione collettiva di lavatrici tutto italiano”.

Un disastro. I governi Conte 1 e Conte 2 e l’attuale esecutivo guidato da Mario Draghi sono stati incapaci di trovare una soluzione alla vertenza Whirlpool e alle altre 160 ancora aperte al Ministero dello Sviluppo. La situazione è il risultato delle troppe passerelle elettorali in Campania ma a pagarne le spese sono solo i lavoratori.

CiCre

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