Napoli Servizi nel mirino della magistratura

Indagini sul giro di promozioni, sprechi, vessazioni, demansionamenti

La Procura di Napoli starebbe indagando sul cosiddetto ‘Sistema Napoli Servizi’ ovvero gli sprechi, l’utilizzo improprio delle auto di servizio,  il giro di promozioni, il cambio di qualifiche, gli stipendi d’oro, i trasferimenti immotivati, i demansionamenti, le vessazioni e il mobbing che si attuano da anni nell’azienda di proprietà del Comune di Napoli. Vittime sacrificali decine di lavoratori e di lavoratrici finiti nelle “liste nere” colpevoli di rivendicare il rispetto delle leggi, la difesa dei diritti contrattuali o di revocare le adesioni alle organizzazione sindacali consociative. Ingiustizie che producono effetti devastanti per la salute e lo stato psico-fisico di decine di dipendenti. A quanto pare le liste nere sarebbero compilate da una cricca di sindacalisti, capetti e ruffiani.

Eloquente il gravissimo episodio accaduto la settimana scorsa, l’aggressione subìta da Francesco Intocci, delegato sindacale dell’Usb da parte di Francesco Miano, rappresentante Filcams Cgil e in presenza di un capetto della cosiddetta Unità Operativa Complessa, vicino ad un sindacato autonomo. Sul gravissimo episodio da registrare il silenzio dei sindacati confederali, l’indifferenza del governo cittadino di Palazzo San Giacomo e dei consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.

Francesco Intocci

Il clima vessatorio in Napoli Servizi è stato denunciato nella scorsa consiliatura dalla consigliera comunale Laura Bismuto con una nota inviata  alla commissione comunale al  Lavoro e all’Osservatorio per la sicurezza sui luoghi di lavoro.  La consigliera Bismuto segnalò le condizioni di lavoro indecenti nelle quali erano costrette a operare due  impiegate amministrative di Napoli Servizi, demansionate al ruolo di custodi. Le due lavoratrici operavano in un locale dove non venivano  rispettati gli standard minimi di sicurezza: fili elettrici esposti, assenza di riscaldamento, materiale accumulato a mo’ di deposito, umidità. “Occorre – sottolineò Bismuto – che l’Amministrazione comunale dica onestamente se sono queste condizioni accettabili per accogliere in sicurezza i lavoratori e che Napoli Servizi chiarisca le ragioni di questo demansionamento” facendo anche riferimento ad un presunto “non allineamento” sindacale delle due donne all’origine del comportamento, definito vessatorio, nei loro confronti. “Proverei a fare un approfondimento circa il ruolo dei sindacati e della politica dentro Napoli Servizi, le dinamiche interne – denunciò Bismuto – Le promozioni, i trasferimenti, gli ordini di servizio, le cosiddette UOC – quelle inventate e quelle cancellate, i cambi profilo senza interpello, gli operai diventati con un colpo di bacchetta impiegati di ‘alto livello’, le rappresentanze sindacali che non si eleggono più da anni, e anche le assunzioni, pare esistano addirittura auto-assunzioni – affermò Bismuto – Sempre più lavoratori mi raccontano cose che non ci voglio proprio credere ma temo di dover necessariamente approfondire. Se qualcun altro vuole darmi una mano. Magari poi approfondisce pure la Procura”.

Laura Bismuto

Denunce pubbliche che configurandosi come notizie di reato avrebbero fatto scattare l’inchiesta della Procura. La delega di polizia giudiziaria sarebbe stata affidata alla Guardia di Finanza. Non si escludono sorprese nelle prossime ore. 

CiCresc

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