Napoli Servizi e la ‘solidarietà a pagamento’

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Da diversi giorni presso il padiglione 6 della Mostra Oltremare vengono stoccate e distribuite le derrate alimentari donate da privati nell’ambito dell’operazione chiamata “insieme mai soli” da parte dell’Amministrazione Comunale. Tutte le operazioni all’inizio prevedevano il coinvolgimento gratuito delle associazioni di volontariato che ne avessero fatto richiesta con apposito bando; poi il vicesindaco dichiara nella capigruppo che le operazioni sono svolte esclusivamente da personale comunale e di Napoli Servizi, e le associazioni stanno ad aspettare senza indicazione alcuna.
Infine, tramite la delibera 112 del 9 aprile 2020, si viene a sapere che le operazioni di gestione magazzino sono svolte, a pagamento, da parte del personale di Napoli Servizi, in virtù della revisione e rimodulazione delle attività previste dal contratto di servizio in essere col Comune. In particolare sono a pagamento la gestione logistica ed amministrativa del magazzino ed il costo forfettario dell’energia elettrica per illuminazione, mentre sono a costo zero il fitto del magazzino (concesso in comodato gratuito da Mostra Oltremare) e la pulizia e sanificazione, perché già comprese nel contratto in essere con Napoli Servizi. Da un lato si dice che il progetto è “in linea di massima coerente con la revisione del contratto Napoli Servizi”, dall’altra si pagano queste attività alla stessa Napoli Servizi, con costi fuori da ogni mercato, basti pensare al costo di 30,02 euro all’ora per un amministrativo, con un costo totale per due mesi di gestione magazzino di 94.837,28 euro iva compresa. Viene davvero da pensare perché queste attività, se come detto rientrano nella redistribuzione del contratto di servizi, non siano a costo zero. Nel disciplinare tra Napoli Servizi ed il Comune, allegato alla delibera 112, si fa inoltre riferimento alla possibilità, per le associazioni di volontariato, di poter movimentare le derrate e ricevere le derrate stesse dagli operatori di Napoli Servizi, per poterle distribuire sul territorio alle famiglie seguite dalle associazioni, l’esatto contrario di quanto finora affermato dal vicesindaco. Pagare quasi 50.000 euro al mese per gestire un magazzino con dipendenti di una partecipata del Comune di Napoli, già stipendiati, è una cosa che ci lascia basiti. E’ assolutamente legittimo e condivisibile cercare di far lavorare tutti i dipendenti delle partecipate, sfruttando tutta la forza lavoro, ma è incomprensibile il fatto che si debba pagare “a parte” un servizio che dovrebbe essere a costo zero per la collettività, e che si sarebbe potuto effettuare con il volontariato coordinato dalla protezione civile comunale. Volontariato al quale è stato richiesto di partecipare ad un bando per dare la disponibilità, ma che è ancora in attesa di essere chiamato e coinvolto da questa Amministrazione. Ancora una volta questa Amministrazione dimostra l’assoluta incapacità di coordinamento ed organizzazione di un servizio indispensabile in questo momento drammatico per molte famiglie napoletane; è inspiegabile il mancato coinvolgimento delle associazioni di volontariato, con la conseguenza che ognuno fa da se, senza coordinamento, con il risultato di non raggiungere più famiglie o addirittura di arrivare due volte allo stesso nucleo famigliare.
La solidarietà non deve essere a pagamento. #senzaDema ce la faremo.

I portavoce comunali del Movimento 5 Stelle Napoli
Marta Matano Matteo Brambilla

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